L’Italia riapre dopo due anni: dal 1° maggio via green pass e mascherine

Il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto con le tappe verso il ritorno alla agognata normalità. Il 31 marzo finirà lo stato di emergenza, sparirà la struttura commissariale e il comitato tecnico scientifico, ma sarà costituita una struttura che in qualunque momento potrà intervenire se la situazione dovesse peggiorare. Draghi: “Ringrazio gli italiani, hanno mostrato un grande senso civico di cui andare fieri”.

“L’obiettivo del governo era il ritorno alla normalità, era il recupero della socialità: bene, i provvedimenti approvati oggi sanciscono questa situazione”: il premier Draghi annuncia così il decreto passato all’unanimità in consiglio dei ministri che, dopo 2 anni di Covid, di fatto riapre l’Italia. Basta green pass dal 1° maggio in poi (sui mezzi pubblici non sarà già più necessario già da aprile) e non sarà più necessario neanche agli over 50 per andare al lavoro.

Nel giro di meno di due mesi, quasi tutte le restrizioni dunque cadranno, riportando il Paese all’era pre pandemia, iniziata proprio a marzo 2020 con il primo lockdown dell’11 marzo. “Questo è stato possibile grazie alla vaccinazione di massa, che ha garantito 80mila morti in meno”, ha sottolineato Draghi. Voglio ringraziare anche tutti gli italiani per l’altruismo, la pazienza dimostrata in questi anni. Noi siamo spesso percepiti con scarso senso civico e invece siamo stati bravissimi in questa pandemia, occorre andare fieri”, ha aggiunto.

Anche il green pass, ha detto Draghi, “è stato un grande successo perché ci ha permesso di ricominciare. L’anno scorso l’economia italiana è cresciuta al 6,5 con il green pass”. Stop anche al sistema a colori delle regioni e alle ordinanze del venerdì, oltre che alla didattica a distanza che sarà usata solo in casi di vera emergenza. Ma la situazione in peggioramento in molti Paesi, dalla Cina alla Germania e non solo, impone prudenza e attenzione ancora alta.  “Osserviamo con grande attenzione l’andamento della curva epidemica e siamo pronti ad adattare il nostro apparato alla sua evoluzione, anche in senso più espansivo, se è il caso”, ha garantito Draghi. “Ma attualmente abbiamo preso questi provvedimenti”.


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