Liste d’attesa chirurgiche infinite al Brotzu: “Quattro mesi per un’operazione all’aorta, situazione insostenibile”

“Su 23 sale operatorie ridistribuite tra San Michele e Oncologico sono in forza circa 140 infermieri con un fabbisogno reale di oltre il doppio, circostanza analoga anche per gli OSS. Una situazione inaccettabile secondo Gianfranco Angioni di Usb Sanità, esclusa l’urgenza , per un intervento all’aorta addominale sono probabili anche 4 mesi di attesa. È indispensabile un piano straordinario di assunzioni”


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Liste d’attesa chirurgiche infinite al Brotzu. Su 23 sale operatorie ridistribuite tra San Michele e Oncologico sono in forza circa 140 infermieri con un fabbisogno reale di oltre il doppio, circostanza analoga anche per gli OSS. Una situazione inaccettabile secondo Gianfranco Angioni di Usb Sanità, esclusa l’urgenza , per un intervento all’aorta addominale sono probabili anche 4 mesi di attesa. È indispensabile un piano straordinario di assunzioni di tutte le figure professionali sanitarie, tecniche e amministrative.

Sottolinea Angioni: “Per garantire il diritto di cura ai pazienti serve andare dritti al centro del problema. Non c’è più tempo da perdere. Per soddisfare l’offerta sanitaria e garantire l’abbattimento delle liste d’attesa di tutte le specialistiche chirurgiche, trapiantistiche e delle diverse specialistiche internistiche, servono soluzioni permanenti e progetti obiettivo mirati, soprattutto deve essere monitorato e controllato il risultato che deve diventare strutturale.Nel contesto organizzativo il fattore economico è importantissimo. Per incrementare le attività chirurgiche e interventistiche servono risorse economiche spendibili nell’immediato e non certamente nelle more di probabili finanziamenti . Nel contempo è fondamentale riallineare i parametri economici al resto d’Italia. Non è tollerabile che le indennità economiche delle prestazioni aggiuntive per il personale del comparto possano essere retribuite anche con il cinquanta per cento in meno da quanto viene ridistribuito in altri ospedali. Tali indennità se non incrementate e riformulate , non solo non compensano il disagio e la fatica ma non permettono a tutti i lavoratori di effettuarle, in quanto la norma prescrive che solo gli infermieri e i tecnici di radiologia possono effettuarle.
In aggiunga alla drammatica situazione oramai sotto gli occhi di tutti, la carenza del personale sanitario in tutte le unità operative, aggrava il contesto organizzativo con le ripercussioni sui processi produttivi.
Nonostante le criticità è apprezzabile lo sforzo organizzativo portato avanti dalla Direzione della Struttura delle Professioni Sanitarie infermieristica e ostetrica che con lungimiranza e congiuntamente ai coordinatori ha predisposto un percorso formativo all’interno delle sale operatorie al fine di fare acquisire ai vari professionisti nuove conoscenze e competenze con l’obiettivo dell’ interscambiabilità durante le situazioni di emergenza”

Per il sindacalista non ci sono dubbi: “Come USB Sanità ribadiamo che la soluzione all’annosa problematica dell’abbattimento delle liste d’attesa, il problema possa essere risolto con un piano straordinario di assunzioni di tutte le figure professionali sanitarie, tecniche e amministrative.Da qui nasce la richiesta che per USB Sanità è perentoria:  il neo Assessore alla Sanità deve demandare con urgenza degli indirizzi attuativi per l’ampliamento del piano triennale del fabbisogno del personale e riaprire immediatamente le unità operative chiuse in maniera scellerata, vedasi la struttura della Diabetologia adulti che per oltre quarant’anni è stata all’ interno dell’ARNAS Brotzu un fiore all’occhiello della sanità isolana”.


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