L’indifferenza e le pressioni hanno stravolto l’ospedale Microcitemico

Così una fondamentale struttura ospedaliera cagliaritana sta rischiando il declino

di Anna Crisponi

A fine giugno il direttore generale della ASL8, rivolgendosi deciso a noi rappresentanti delle associazioni dei pazienti e con un piglio autoritario verso la direzione sanitaria e i medici, ci rassicurò che entro e non oltre il primo luglio (data ripetuta sollevando la voce!) sarebbero partiti i lavori dei reparti del Microcitemico dedicati al DH Thalassemici e al centro trapianti. Trattandosi di un periodo di ferie “sono pronto a commissariare il personale!”, affermò per sgomberare il campo da ogni possibile obiezione (che peraltro nessuno intendeva fare..). In accordo con i medici decidemmo di trovare comunque tutte le soluzioni, mortificanti soprattutto per noi pazienti, per non ostacolare i tanto attesi lavori di ristrutturazione e ampliamento dei nostri spazi. Bene, oggi è il primo ottobre (3 mesi dopo) e di quei lavori si è persa traccia, non è iniziato proprio niente. Il 27 ottobre ci sarà l’ispezione per verificare se ci sono le condizioni per confermare l’accreditamento internazionale del centro trapianti midollo osseo del Microcitemico e del Binaghi (che assieme costituiscono un dipartimento funzionale) e la situazione è molto difficile. Non voglio parlare delle condizioni in cui si effettuano le trasfusioni e tutte le terapie dedicate ai pazienti talassemici, ne ho scritto altre volte e nel frattempo le cose sono solo peggiorate. Sono stufa di ripetere sempre le stesse lagnanze, di constatare la stessa noncuranza, la stessa identica indifferenza ai problemi. Hanno stravolto la mission del Microcitemico sulla base di pressioni e interessi di altri, hanno tentato di smontare il modello di questo ospedale, ovvero la presa in carico del paziente dalla nascita e per tutta la vita che ne è il tratto distintivo e l’eccellenza, tutto questo per rispondere a emergenze gestite malissimo e per accordi di potere su cui non voglio soffermarmi. Ho creduto che le cose sarebbero cambiate ma di giorno in giorno monta inarrestabile la mia delusione, che non è un sentimento astratto ma è la grande e concreta preoccupazione per i nostri figli. C’è qualcuno ancora capace di decidere in assessorato?


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