La misura del tempo, Sassari e Roma insieme nella ricerca

Dai lavori del IV convegno internazionale di archeoastronomia in Sardegna “La misura del tempo”, che si è chiuso nei giorni scorsi a Sassari, arriva un’importante novità relativa alla stipula di un’intesa ufficiale fra Società astronomica turritana, Aristeo, Istituto nazionale di fisica e università La Sapienza di Roma

La novità
Una nuova stagione di intese ufficiali, che vede gli specialisti della Sat (Società astronomica turritana) e del Circolo culturale Aristeo in collaborazione con Marcello Ranieri dell’Inaf (Istituto nazionale di fisica) di Roma e con gli studiosi dell’Università La Sapienza di Roma.

E’ una delle novità più importanti emerse dal IV convegno internazionale di Archeoastronomia in Sardegna che si è chiuso nei giorni scorsi nell’università di Sassari. In questo senso, i contributi di Simonetta Castia (Aristeo), Marcello Ranieri, Marzia Monaco e Flavio Carnevale (Inaf e università La Sapienza), hanno illustrato le stimolanti evidenze emerse dall’applicazione di modelli metrici e pitagorici alle piante e alla descrizione degli allineamenti dei siti indagati in Sardegna durante l’ultima fase del progetto nella necropoli di Li Muri, nei circoli di Punta Candela di Arzachena e nel sito di S’Arcu ‘e is Forros a Villagrande Strisaili.
Utile, al riguardo, anche il confronto con l’esperienza portata dall’archeologa Giuseppina Marras, nell’illustrare il rapporto tra nuraghi e metrologia, con risultati molto simili a quelli ottenuti dal gruppo di lavoro di Roma e Sassari.

Quarto anno di ricerche
La conclusione della IV edizione del convegno di archeoastronomia in Sardegna “La misura del tempo”, ha rappresentato, dopo quattro anni, molto più che il consolidamento dell’iniziativa promossa e organizzata dal circolo Aristeo e dalla Società astronomica turritana, quanto l’avvio di un nuovo corso nelle ricerche sin qui condotte che si auspica possa essere foriero di ulteriori importanti contributi alla ricerca.

 

 

Alcuni dati
il campione di domus censite, stimato in poco meno di 1000 unità, è ormai vicino al traguardo dei 1300 ipogei, cifra necessaria per considerare affidabili le risultanze delle analisi. In particolare, lo studio generale degli orientamenti degli ipogei neolitici della Sardegna, illustrato da Michele Forteleoni (Sat), ha evidenziato che in areali molto distanti l’orientamento predominante rimane il medesimo.

I contributi
Numerosi gli interventi di relatori qualificati, tra i quali spiccano i contributi offerti da Elio Antonello, presidente della Società Italiana di Archeoastronomia che, in un ampio excursus dedicato all’evoluzione dell’umanità a partire dal Paleolitico, ha rivelato e sottolineato l’influenza dei fenomeni astronomici sugli andamenti climatologici e culturali delle società preistoriche. Significativo anche il contributo di Mario Codebò, del Centro ricerche astronomia ligustica, che ha proposto un raffronto con gli orientamenti al polo nord, durante il III Millennio avanti Cristo, in alcuni insediamenti presenti in Egitto, Turkmenistan e Valle dell’Indo.

Nuovo ciclo di ricerche
Ma il convegno è stato soprattutto l’occasione per presentare il nuovo ciclo di ricerche legato anche alle analisi metriche, spaziali e geometriche dei monumenti megalitici della Sardegna e degli edifici di età nuragica e di carattere cultuale e funerario.

Ampia partecipazione
I lavori del convegno “La misura del tempo”, alla quarta edizione, che si sono conclusi venerdì sera nella sala Eleonora d’Arborea dell’Università di Sassari, hanno fatto registrare un’ampia partecipazione di pubblico fra “addetti ai lavori” e cultori della materia che di anno in anno crescono di numero, ulteriore testimonianza dell’interesse suscitato da questioni aperte ancora da indagare.