La ‘febbre del topo’ è arrivata in Italia

Il virus ha varcato il confine. Trovati 10 esemplari di roditori morti in Friuli Venezia Giulia. Le precauzioni da prendere per picnic, gite nei boschi con i cani, consumo di funghi. Lo zoologo Lapini: “Non esiste allarme”

Ha varcato il confine il virus della febbre del topo – hantavirus -, isolato per la prima volta in Italia in Friuli Venezia Giulia nelle viscere di alcuni Apodemus flavicollistopolini selvatici dal collo giallo, una decina di esemplari sono stati trovati morti a Tarvisio (Udine). Luca Lapini, zoologo del museo di storia naturale di Udine, aggiorna costantemente lo stato delle scoperte ma prima di tutto si raccomanda: “Niente allarmismi, non ci sono rischi sanitari”. L’unico caso di infezione sull’uomo finora registrato in Italia è di importazione, una persona che si è contagiata nella Selva di Tarnova (Trnovski Gozd, Slovenia) ed è stata curata nel nostro Paese. Al 10 giugno in Slovenia i casi accertati erano 213. Tutti pazienti ricoverati in ospedale.
C’è allarme sanitario? “No – chiarisce Lapini –. Non esistono casi di infezioni sull’uomo in Italia. Finora solo in territorio sloveno o austriaco”.
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