La cittadella della solidarietà al San Giovanni di Dio e Macciotta

Rodin: “Due strutture che si prestano ad ospitare persone bisognose, uffici comunali ed associazioni. In cambio il Comune potrebbe cedere lo stabile di viale Fra Ignazio”

Per ora solo una proposta dopo lo svuotamento della clinica Macciotta e dell’ospedale San Giovanni di Dio al Policlinico. In futuro le due strutture di Stampace potrebbero ospitare persone disagiate, uffici comunali e associazioni di volontariato, e trasformarsi in un grande polo della solidarietà. L’idea è contenuta in un ordine del giorno che verrà discusso a breve in Consiglio comunale. Primo firmatario Fabrizio Rodin, consigliere del Pd e presidente della commissione Politiche sociali, ma il documento è stato condiviso anche da alcuni esponenti dell’opposizione come Gianni Chessa, Gennaro Fuoco e Roberto Porrà. “Le due strutture ospedaliere – sottolinea Rodin – rappresentano, per il loro pregio architettonico e per la posizione centrale, una enorme opportunità di crescita e di sviluppo per la città”.

Da alcuni mesi l’Azienda ospedaliera sta trasferendo in altre sedi i propri servizi presenti da decenni nel complesso dell’ospedale San Giovanni di Dio e nella clinica pediatrica Macciotta. Due strutture per cui non è stata ancora individuata una destinazione, e trattandosi di “due grandi edifici con annessi spazi all’aperto e aree verdi che potrebbero diventare luoghi condivisi con tutta la città”, i proponenti dell’ordine del giorno chiedono al sindaco e alla Giunta di “avviare delle interlocuzioni con l’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, coinvolgendo anche la Regione, per valutare la possibilità di mettere a disposizione del Comune i locali del San Giovanni di Dio e della clinica Macciotta, al fine di creare un vero e proprio polo della solidarietà”.

Il passo successivo sarebbe il trasferimento del Centro di solidarietà Giovanni Paolo II, di viale Fra Ignazio, “insufficiente a fornire tutti i servizi e le prestazioni per l’emergenza”, e il centro diocesano di assistenza di via Po. In cambio, il Comune dovrà “valutare la possibilità di mettere a disposizione dell’Università, considerata la posizione funzionale alla vita universitaria, lo stabile che attualmente ospita il centro  Giovanni Paolo II”.


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