La Bbc e Netflix indagano su Atlantide e sui Nefilim in Sardegna: ecco la curiosa storia inedita

La Sardegna passata al setaccio dalle telecamere della BBC e di NETFLIX, grandi network televisivi che indagano sulla “terra di Atlante o di Atlantide”, sui miti che riguardano l’isola delle torri, dei bronzetti, delle “janas” e degli orchi

La Sardegna passata al setaccio dalle telecamere della BBC e di NETFLIX, grandi network televisivi che indagano sulla “terra di Atlante o di Atlantide”, sui miti che riguardano l’isola delle torri, dei bronzetti, delle “janas” e degli orchi.
IL PROGETTO si chiama per brevità “Cospiration” e ha come protagonista il giornalista e attore Tim Ross che è giunto nell’isola dalla Florida, anche per incontrare lo scrittore Marcello Polastri e andare, seguiti da un nitrito staff di operatori delle TV e Cameram, in esplorazione tra miniere usate al tempo dei nuragici. Ma anche le statue di Monti Prama sulle quali non ancora tutto è detto.
I registi della BBC sono però interessati all’esistenza certo per adesso leggendaria, dei Nephilim, i cosiddetti “giganti biblici” che sarebbero stati, appunto secondo la Bibbia, “i padri dei potenti dell’antichità”, “degli uomini famosi”. Per far ciò la TV britannica, oltre ad aver  ingaggiato Marcello Polastri, già autore del volume “il tempo dei giganti”, ha setacciato una serie di location, come Anulù, sito tra i monti dei Seui, intervistando anziani esploratori, accademici, osservando con attenzione i complessi megalitici situati anche nelle immense caverne della Sardegna.
Sono state ad esempio indagate, tra archivi e ricognizioni, antiche località minerarie, grotte come Su Benatzu, i nuraghi interrati che, secondo il giornalista di Repubblica Sergio Frau e il quotidiano Le Monde, sarebbero, appunto, “una Pompei sommersa dal mare”, considerati centinaia di torri nuragiche e complessi ciclopici sommersi da montagne di terra. “Perché?
Come mai tutto ciò ha colpito la Sardegna? 
Perché è accaduto proprio qui? A questa terra? 
 
“Sono state queste le domande poste davanti al microfono dal giornalista americano Timothy Ross. Che ha inoltre intervistato Elio e Dennis Mura sulla storia della maschera seuese de S’URTZU, “trasposizione dell’orco che secondo antiche leggende, abitava i nuraghi della Sardegna”. “Se i nuraghi non fossero finiti  sotto al fango, sarebbero in gran parte divenuti cave di pietra da portare via” ha detto Tim Ross.
A seguire giornalisti un nutrito staff composto non soltanto da cameraman e specializzati di immagine, ma anche esploratori raccolti in un team affiatato è coordinato da Polastri.
La troupe si è spostata, anche in compagnia di archeologi, nei paesi di Seui, Seulo, Orroli, che verranno mostrati prossimamente in grandi network come Netflix, MarcoPolo, oltre che sulle tv britanniche e americane. Per meglio mostrare la Sardegna, “terra dei beati e dei portenti, dalle vene d’argento, dalle eterne primavere per i tanti raccolti” come disse Platone di Atlantide.
“E chissà se non arriveranno nuovi investimenti anche economici per meglio indagare questa nostra amata isola delle torri ciclopiche” concludono gli autori del documentario che, suddiviso in 3 puntate, andrà in onda nei primi mesi del nuovo anno, nel 2020.

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