Is Mirrionis, mamma disoccupata sfrattata con 4 figli: “E lo Stato?”

La storia assurda di una mamma disoccupata con figli piccoli da accudire, uno sfratto che decreta l’incubo di stare in mezzo ad una strada, mentre le Istituzioni locali “temporeggiano” o non possono intervenire. Perchè? Ecco il racconto da Is Mirrionis a Cagliari

Dove sono le Istituzioni? Dove sono gli Enti pubblici che dovrebbero tutelare a Cagliari una mamma disperata, disoccupata, con figli piccoli a carico e sfrattata di casa? Sono le domande che continua a ripetersi una donna cagliaritana, in lacrime, l’ennesima storia di triste destino, di sofferenza. Lei lavorava per un’impresa di pulizie, ora non più, da tempo, troppo tempo. La storia che andiamo a raccontarvi è quella di Francesca B., nome vero di battesimo e iniziale del cognome altrettanto autentico, ma celato per sua volontà. Ma chiede un aiuto da chi potrebbe, minimo, per evitare le conseguenze drammatiche, le ennesime racchiuse nel silenzio di chi si rassegna ai troppi “No”. Il nostro giornale lancia un appello, tirando in ballo alcuni nomi importanti e di spessore: l’assessore alle Politiche Sociali, Ferdinando Secchi, la consigliera comunale Anna Puddu, il consigliere regionale di FI, Edoardo Tocco, i consiglieri comunali Alesandro Sorgia, Fabrizio Rodin, Fabrizio Marcello e don Marco Lai. Potevamo continuare a citare altri esponenti, ci bastano questi per comprendere se una soluzione può essere trovata, noi crediamo di si.

IL TRIBUNALE. Lettera di convalida di sfratto, del Tribunale ordinario di Cagliari, che sul tavolo decreta una pesante mannaia: “Dopo anni di lavoro esattamente undici ora sono disoccupata – dice Francesca, dal quartiere popolare di Is Mirrionis – mi ritrovo con quattro figli e per via dell’INPS che mi ha bloccato la disoccupazione mi ritrovo anche con uno sfratto e di conseguenza in mezzo a una strada. Ho chiesto aiuto ai servizi sociali che a loro volta mi hanno mandato in via Nazario Sauro con la lettera di sfratto per farmi inserire in graduatoria, nel frattempo sono andata da don Marco Lai alla chiesa di S. Eulalia chiedendo un aiuto almeno per un posto di lavoro, ma niente mi ha liquidata dicendomi che dovevo andare alla Caritas mentre da persone che lui segue ho saputo che lui stesso ne è il responsabile. Presentandomi nuovamente all’ufficio comunale di via Nazario Sauro mi è stato detto che la mia domanda non può essere accolta perché ad oggi domande per case popolari o a parcheggio non ce ne sono. Bloccata disoccupazione bonus bebè domande varie comprese inclusione attiva e contrasto di estrema povertà, una mamma di famiglia come può comportarsi?

LO SFOGO. Non ho mai avuto bisogno di aiuto e ora che mi ritrovo ad averne bisogno mi vengono chiuse tutte le porte…..Perché? Perché – si chiede in lacrime Francesca – questo Stato dove viviamo ben pensa ad aiutare i profughi che quotidianamente arrivano…..Dove è finita la dignità italiana? Dove sono finite le etichette morali di cui tanto si parla alla tv, dove sono le agevolazioni di cui tanto si parla per chi assume un disoccupato? Istituzioni dove siete per ascoltare chi per la prima volta vi sta chiedendo un lavoro? A giorni dovrò lasciare la casa dove sono e a 33 anni posso dire di essere arrivata a una sola conclusione, lo Stato Italiano di noi lavoratori se ne sta ben bene lavando le mani. Sento di persone a cui viene pagato affitto luce e viene comprata anche la bombola…….E io mi sono stancata di questi finti poveri che pur di farsi una serata con tanto di selfie con i drink si vantano in giro degli aiuti che ricevono……Non mangio da giorni ormai è la notte la passo a cercare qualsiasi lavoro su internet. Aiutatemi, vi prego. Il recapito telefonico per poter aiutare la ragazza è il 342/0810936