“Io, multata con l’accusa di avere parcheggiato in spiaggia: sanzione annullata, Comune di Cabras ko”

Ben quattro anni di battaglia giudiziaria per Rita Zucca che è riuscita così a farsi annullare la multa considerata ingiusta, e racconta a Casteddu Online: “Una spiacevole vicenda che mi ha vista involontaria protagonista. Nell’estate del 2017, mentre con mio marito e alcuni amici, mi trovavo al mare, in località Corrighias, sulla costa del Sinis di Cabras, venivo sanzionata dalla Polizia Locale che contestava il fatto che la mia autovettura fosse parcheggiata sull’arenile. Invece….”

“Io, multata con l’accusa di avere parcheggiato in spiaggia: sanzione annullata, Comune di Cabras ko”. Ben quattro anni di battaglia giudiziaria per Rita Zucca che è riuscita così a farsi annullare la multa considerata ingiusta, e racconta a Casteddu Online: “Nell’estate del 2017, mentre con mio marito e alcuni amici mi trovavo al mare, in località Corrighias, sulla costa del Sinis di Cabras, venivo sanzionata dalla Polizia locale, che contestava il fatto che la mia autovettura fosse parcheggiata sull’arenile”, racconta la donna. “Nonostante il mio tentativo di far notare agli agenti che l’auto, così come tante altre non sanzionate, si trovava su un tratto di strada sterrata, e che inoltre non vi fosse alcun cartello che vietava la sosta in quel punto, essi non vollero sentire ragioni e mi multarono”.
Convinta di non avere infranto le regole, in prima battuta mi rivolsi al sindaco di allora, per chiedere l’annullamento della sanzione, ma ricevetti un secco diniego. Tuttavia non mi arresi e decisi di rivolgermi a un legale per ricorrere davanti al Giudice di Pace per vedere accolte le mie ragioni”, continua la protagonista della vicenda. “Nel 2018, all’esito del giudizio di primo grado, venne accolto il mio ricorso: il giudice revocò la sanzione di duecento euro a mio carico, con conseguente condanna, per il Comune, alle spese legali”.
“Nel frattempo”, prosegue la donna, “era cambiata amministrazione, ma non evidentemente, la linea di condotta, per cui, con mio grande stupore, il comune di Cabras decideva di appellare quella sentenza davanti al Tribunale di Oristano”.
“Di qualche giorno fa è la sentenza di appello con cui il Tribunale di Oristano rigetta il ricorso del Comune di Cabras, in quanto infondato, e lo condanna nuovamente alle spese di giudizio”, racconta la signora Zucca, che aggiunge: “Quel ricorso in appello mi ha fatto sentire vittima di un inspiegabile accanimento, da parte di chi ha voluto fare della pubblica amministrazione un uso personalistico, come una clava da brandire contro un suo cittadino, con un costo complessivo di circa mille euro che graveranno sulle casse del comune di Cabras, ovvero su tutti i contribuenti”.
“La fiducia che ho riposto nella Giustizia, anche grazie al lavoro della mia avvocata, Ileana Pisano, è stata finalmente ripagata. Ora, alla luce dell’atteggiamento tenuto finora, devo sperare che il Comune di Cabras non decida di ricorrere in Cassazione. E se lo facesse, non mi stupirei”, continua ancora la donna. “Quella sanzione, comminata con troppa leggerezza, al Comune di Cabras è costata davvero cara, specie in termini di immagine”
“Spero che il mio sia e resti un caso isolato e che serva da insegnamento a chi amministra il Comune di Cabras”, conclude la donna. “Non giova ad alcuno dilapidare soldi pubblici in spese legali, al solo scopo di far valere ragioni peraltro palesemente infondate o, ancora peggio, per appagare il proprio smisurato ego in danno ai propri concittadini. Non voglio smettere di sperare, per Cabras, in un’amministrazione efficiente e aperta al dialogo coi cittadini, contrariamente a quella con cui, mio malgrado, mi sono dovuta misurare in questi anni“, conclude Rita Zucca nel suo accorato racconto.


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