” Io, accusata di essere una ladra in tutta Settimo: costretta a denunciare per difendermi”

l pettegolezzo, si sa, è sempre esistito in tutte le comunità, sia  grandi che piccole. Talvolta strappa un sorriso, altre volte può lasciare perplessi. Ma quando questo degenera in cattiveria, può addirittura stravolgere la serenità di una persona. Questo è quanto sta accadendo a una mamma di un bambino, felicemente sposata e realizzata nella vita che, a causa di “una voce di paese” sta vivendo un vero e proprio incubo

“Le parole feriscono più di un coltello”. Mai alcuna frase può essere più vera di questa per E.M. una giovane donna residente da diversi anni a Settimo San Pietro. Il pettegolezzo, si sa, è sempre esistito in tutte le comunità, sia  grandi che piccole. Talvolta strappa un sorriso, altre volte può lasciare perplessi. Ma quando questo degenera in cattiveria, può addirittura stravolgere la serenità di una persona. Questo è quanto sta accadendo a una mamma di un bambino, felicemente sposata e realizzata nella vita che, a causa di “una voce di paese” sta vivendo un vero e proprio incubo.

“Vivo a Settimo San Pietro da sette anni e non ho mai avuto alcun problema. Anzi. Ho vissuto anche a Selargius e a Pirri e mi conoscono tutti poiché sia io che la mia famiglia ci siamo sempre comportati con educazione e rispetto. A Settimo conoscevo poche persone poiché tra lavoro, famiglia e qualche uscita con il cane non ho avuto molto tempo e modo. Quest’anno il mio bambino ha iniziato la prima elementare; ha frequentato poco l’asilo per mia scelta. Durante la prima riunione con tutte le mamme di ben tre sezioni, in un’aula sono spariti due portafogli e una delle proprietarie ha incolpato me. Perché? Perché in seguito è stato ritrovato lungo il percorso che è di mia consuetudine fare per rientrare a casa. Ovviamente in quella strada non passo solo io ma anche altre mamme; comunque si è sparsa questa  “voce” diffamatoria – spiega la donna che ha già intrapreso la sua difesa in giusta sede – quindi ora alcune persone pensano che io sia una ladra. Oggi sono andata dalla parrucchiera per fissare appuntamento e, come spesso accade, mi sono seduta per parlare. Di fronte a me, a distanza di due metri, c’erano tre donne che mi hanno visto benissimo e con cui ho parlato, tranne con una che si è dimostrata fredda da subito. Comunque ad un certo punto vado via. Dopo circa venti minuti viene il marito di questa signora a casa mia, citofona e urla in strada dicendo ai vicini che avevo rubato 50 euro dal borsellino della moglie”.

L’uomo, dopo aver rivolto parole non proprio gentili verso la donna e averla nuovamente accusata del furto, sotto richiesta di E.M. si reca insieme alla donna dalla parrucchiera in cui sarebbe avvenuta la sottrazione indebita del denaro. “Io spiego con calma che non avevo toccato nulla e lei mi ha detto “guarda che ti conoscono tutti, lo so che rubi”. Comunque, care signore, parte denuncia per diffamazione e minacce. Io mi faccio sempre gli affari miei, saluto chi mi saluta; sono cose serie. Io ho la coscienza pulita, ho un lavoro, un figlio stupendo e un marito d’oro che lavora. Da lunedì riporterò il bambino a scuola”.