Incendio avvolge la lapide di un neonato a Assemini, i genitori: “Denunceremo il fatto perché vogliamo vederci chiaro”

Il fuoco ha annerito e semidistrutto soprattutto l’esterno del loculo dove, dal 2018, riposa Gennaro Pio Vincenzo Russo, morto a un mese e mezzo. Giallo sull’origine del rogo, è partito da alcuni lumini o è doloso? La polizia Locale: “Potrebbe essere accidentale”. I legali della madre e del padre: “Sicuramente non è partito da un lumicino, la situazione è molto delicata”


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Mistero nel cimitero di Assemini, un incendio ha annerito e semidistrutto tre lapidi. Una, in particolare, ha subìto i danni peggiori, ed è quella dove riposa un neonato di un mese e mezzo, Gennaro Pio Vincenzo Russo, venuto a mancare nel 2018. La vicenda potrebbe avere dei contorni poco chiari. Sul posto è intervenuta la polizia Locale di Assemini, il rogo è stato spento con qualche secchiata d’acqua. Le cause sono ignote: “Potrebbe essere partito da alcuni lumini a causa del forte vento, e essersi poi esteso a dei mazzi di fiori finti e colpire, in totale, tre loculi. Quello del piccolo maggiormente perchè si trova nella prima fila”, spiegano dalla caserma. “Avevamo chiesto l’intervento del nucleo investigativo dei vigili del fuoco ma è stato inutile perchè l’area risultava già inquinata: Potrebbe essere accidentale, non abbiamo trovato inneschi e eventuali tracce di liquido infiammabile non sono visibili. Ad ogni modo, i familiari del defunto possono, in caso di sospetti, sporgere denuncia”. E sembra proprio essere questa la volontà dei genitori del neonato. Per loro, tutelati dalla legale Federica Sanna, l’ipotesi che dietro possa esserci la mano dell’uomo è tutt’altro che remota.
“Sicuramente non è partito da un lumino”, spiega la Sanna. “La situazione al momento è delicata e abbiamo soprattutto bisogno di calma, per cercare di capire esattamente cosa sia successo”. Qualcuno ha parlato, a mezza bocca, di minacce ricevute non troppo tempo fa dalla famiglia del neonato: “Faremo i nostri passi, una denuncia si può fare per poterci vedere chiaro”.


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