Il rio dei veleni a Piscinas, oltre i due mesi in spiaggia rischi per la salute

I metalli trasportati dalle miniere dismesse finiscono tutti in acqua, ordinanza del sindaco di Arbus e ecologisti nuovamente sul piede di guerra: “Cadmio, arsenico e altri metalli pesanti. L’inquinamento va avanti da anni”

L’ordinanza è di quelle che vanno rispettate alla lettera: “L’arenile può essere usufruito in assenza di rischio per un periodo di giorni complessivi, anche frazionati: 150 giorni nel lato sud, 90 giorni nel lato nord, 60 giorni nella parte centrale compresa tra la foce del Rio Piscinas e quella del Rio Naracauli”. A firmarla, lo scorso ventisei agosto, è il sindaco di Arbus Antonio Ecca. C’è un allarme mai cessato per quanto riguarda quell’area, ed è tutta colpa della presenza dei metalli pesanti, che colorano in modo innaturale il fiume. Un problema, segnalato dall’Istituto superiore di Sanità, che ha portato Ecca a diramare le nuove regole-consigli: “A seguito delle valutazioni effettuate dall’Istituto superiore di Sanità sugli arenili del Sulcis Iglesiente Guspinese, tra cui quello di Piscinas, relativamente al rischio sanitario a causa della concentrazione di metalli derivanti dalle lavorazioni minerarie, è emerso che non vi siano problemi per l’attività turistica, diversamente invece per la popolazione residente che potrebbe fare un uso più frequente della spiaggia”.

 

E gli ecologisti del Grig, un’altra volta ancora, tornano all’attacco: “Elevati tenori di metalli pesanti sono stati riscontrati nei campionamenti mensili 2011-2012 nel Rio Piscinas (soprattutto Cadmio, Rame, Nichel, Piombo, Zinco) e nel Rio di Naracauli (soprattutto Cadmio, Zinco). I risultati delle analisi, per l’adozione degli opportuni provvedimenti di natura amministrativa e penale, erano stati inoltrati a tutti gli altri soggetti pubblici competenti”. Non solo: “Nel marzo 2016 ad Arbus si era tenuto un dibattito pubblico riguardo il pesante inquinamento determinato dalla fuoruscita di metalli pesanti dai cantieri minerari dismessi di Casargiu, sempre nel territorio comunale di Arbus: l’allora amministratore delegato della società regionale Igea s.p.a. (obbligata dalla legge alle bonifiche ambientali) Michele Caria affermava che ‘quel fiume che nasce da Casargiu e arriva fino alle dune di Piscinas trasportando il suo carico di metalli pesanti continuerà a uscire inesorabilmente dal sottosuolo. La cosa da fare è impedirgli di arrivare a Piscinas’. Alle parole, le ennesime, finora non è seguito alcun intervento risolutivo”, denuncia il Grig. “I tenori di metalli pesanti attuali non potranno essere molto diversi. Oltre all’inquinamento ambientale e ai rischi sanitari sono evidenti i riflessi anche riguardo alla balneabilità del litorale. Il litorale di Arbus appartiene al demanio marittimo, mentre il corso del Rio Piscinas-Irvi è classificato ‘acqua pubblica’. L’area in argomento ospita alcuni dei più suggestivi siti di archeologia mineraria (Ingurtosu, Naracauli, Piscinas), rientranti nel Parco geominerario, storico, ambientale della Sardegna . È ricoperta in buona parte di macchia mediterranea” e ci sono anche le famosissime dune tutelate “con specifico vincolo paesaggistico, mentre la fascia dei 300 metri dalla battigia, le sponde fluviali e gli ambienti dunali sono tutelati con specifico vincolo di conservazione integrale. L’area è, inoltre, destinata a riserva naturale regionale ‘Monte Arcuentu – Rio Piscinas’ ed è interamente classificata quale sito di importanza comunitaria (S.I.C.) ‘Monte Arcuentu e Rio Piscinas’. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus inoltrerà nei prossimi giorni una nuova istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti alle amministrazioni pubbliche competenti per la reale bonifica ambientale di corsi d’acqua, litorale, dune interessate da un inquinamento tanto duraturo quanto frutto di lassismo e incuria, nonché azioni finalizzate al risarcimento del danno ambientale e all’accertamento delle responsabilità”.


In questo articolo: