Il mondo capovolto: senza regole né logica… a volte succede!

L’analisi del match contro l’Empoli

All’improvviso il mondo viene capovolto. Vengono meno tutte le certezze che avevi accumulato, senza una logica e senza un perché. Verrebbe da chiedersi come mai segni un gran bel gol Joao Pedro, il più criticato, quel giocatore che scatena la disperazione di ogni tifoso quando scopre che sarà titolare. Verrebbe da chiedersi come mai Brkic, l’idolo, il salvatore della patria, commetta l’errore che costa la vittoria ai rossoblù. Oppure ci si potrebbe stupire nel vedere che a realizzare il gol del pareggio sia un ragazzo che risponde al nome di Matias Vecino, uno che pochi mesi fa era uno dei beniamini della tifoseria sarda. Sarebbe tutto inutile, perché a volte il calcio non ha regole né logica, a volte va come ti sembrerebbe strano che andasse, ma tant’è.

Eppure sarebbe piaciuto poter parlare del ritorno trionfale di Zemanlandia, di un gioco ritrovato e di una vittoria galvanizzante. Per buona parte della gara, in effetti, così è stato. Gioco spumeggiante, sovrapposizioni, tagli, ritmo e l’impressione che la squadra avesse ingranato la sesta col ritorno del boemo. M’Poku perfettamente a suo agio e Farias e Sau ritrovati.

Tutto molto bello. Nel secondo tempo però, il meccanismo si è inceppato. Forse la squadra non aveva più birra, forse ha temuto di vedersi scappare dalle mani la vittoria e quasi inconsciamente si è abbassata, finendo per realizzare ciò che avrebbe voluto (e dovuto) evitare. Ed in effetti se non esistessero i minuti di recupero il Cagliari oggi avrebbe due punti in più, ma purtroppo le partite terminano al triplice fischio ed i sardi hanno sciupato proprio all’ultimo respiro un successo che sarebbe pesato tantissimo in ottica salvezza. Le dirette concorrenti non stanno certo a guardare, i rossoblù devono sollevare la testa e dimenticare in fretta questo match un po’ sfortunato. Un signore di nome Zdenek disse che “il risultato è casuale, la prestazione no”.

E allora si riparte da qui, dalla consapevolezza che restare nella massima serie sarà davvero un’impresa ardua ma possibile. Perché oggi la reazione si è vista, la prestazione anche, pure in assenza di diversi interpreti importanti. I rossoblù ce la possono ancora fare, mancano ancora undici partite che dovranno diventare automaticamente undici finali.

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