Il Ferragosto dei ristoratori di Cagliari: menù tipici e vini sardi. Frongia: “Lavoriamo come nel 2019”

Il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna esprime qualche preoccupazione per settembre e ottobre, mesi in cui sarà fondamentale fare incetta di turisti per svoltare davvero dopo la botta della pandemia

“Non potendo organizzare eventi, punteremo tutto sul buon cibo. Prodotti locali e piatti tipici, menù fra i 40 e i 50 euro, pezzi forti il crudo di mare, le marinature e in generale tutto l’eccellente pesce delle nostre acque. E poi vini rigorosamente sardi”. Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio sud Sardegna racconta come sarà il ferragosto dell’era post covid. “Naturalmente nessuno dei ristoratori va in vacanza in questi giorni, siamo pronti a ospitare sardi e turisti, molti stanno pubblicizzando le proposte sui social. A Cagliari ci saranno circa 500 ristoranti aperti per Ferragosto, ma un po’ ovunque si registra il pienone: per il momento – sottolinea Frongia – stiamo lavorando molto bene, sembra anche meglio del 2019”. Qualche pensiero in più arriva invece da settembre e ottobre. “Mesi in cui per noi è fondamentale lavorare soprattutto dopo l’anno scorso. Purtroppo tutta questa incertezza non aiuta: troppe sono le informazioni contrastanti. Noi, come Fipe Confcommercio, cerchiamo di dare le informazioni giuste, ma davvero siamo il Paese dei mille colori e delle mille sfumature. Ora – conclude Frongia – speriamo molto nella vaccinazione, che sembra stia funzionando”.

Qualche perplessità, invece, sugli “effetti collaterali” del green pass. “Noi abbiamo sempre invitato i nostri associati a rispettare le regole, ma in alcuni casi il green pass, invece di favorire la libertà, la limita: capita spesso che un cliente in possesso del certificato venga spostato all’interno del locale nonostante abbia prenotato per l’esterno, proprio perché ha il green pass, perché magari arrivano clienti che ne sono sprovvisti e l’unico modo per ospitarli è tenerli nei tavoli fuori”. Per quanto riguarda infine il filone dei ribelli del green pass, Frongia conferma che in Sardegna “circa il 10% ha dichiarato che non lo chiederà”, naturalmente a suo rischio e pericolo, percentuale a cui va aggiunto un 20% che, pur non avendolo dichiarato, non ha intenzione di chiederlo”.


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