Il dramma di una coppia di Quartu: “Senza pensione da un anno, l’Inps ci sta distruggendo la vita”

Paolo Albertin, capitano di macchina nelle navi, ha più di 42 anni di contributi versati. Da novembre 2021, con la moglie, attende la sua prima pensione: “Viviamo grazie ai nostri risparmi, ma finiranno. Ho contattato tante volte l’Inps, non hanno mai risolto nulla. Dopo una vita di lavoro mi stanno togliendo giorni di vita serena e tranquillità. Mi spettano tra 3mila e 3500 euro netti al mese”

Ha navigato quando il mare era piatto, ma anche durante le tempeste, con un solo pensiero: “Questo è il lavoro che amo e che voglio fare”. E Paolo Albertin c’è riuscito: dall’età di diciotto anni ha fatto il marittimo, diventando presto capitano di macchina. Nato a Genova, poi l’amore scoppiato tra lui e Luisa Usai, sarda doc, oggi lui ha 66 anni e si trova, da novembre 2021, senza la pensione. Dopo decenni trascorsi a faticare, sta affrontando la più terribile delle traversate: quella che conduce al “porto pensionistico”, ma c’è il mega scoglio dell’Inps da superare. “Le mie carte sono tutte in regola. Quasi un anno fa ho dato le dimissioni dalla mia compagnia di navigazione e lo stesso giorno ho portato tutti i documenti all’Inps”. Confidava in tempi decisamente rapidi, l’ex marittimo. Ma i giorni sono pian piano passati, trasformandosi in settimane e mesi: “A oggi è praticamente un anno che non ho visto mai un centesimo. Mi spettano, da calcoli fatti da alcuni esperti, tra i 3mila e i 3500 euro netti al mese, tutto frutto dei contributi che ho versato”. Insomma, quello che è un suo pieno diritto non gli verrebbe riconosciuto. E i problemi stanno iniziando ad affiorare: “Non siamo alla fame, ma stiamo consumando i risparmi di una vita e abbiamo già dovuto fare delle rinunce. Volevamo viaggiare in piena libertà, visitare l’Europa in moto. Nulla di nulla, senza la pensione dobbiamo stare attenti a ogni singola spesa. Mi è stato già tolto un anno di vita, sino a quando dovrà durare questo calvario?”.
Albertin arriva a giurarlo: “Sono in regola, tutte le volte che ho parlato con i referenti dell’istituto nazionale di previdenza sociale di Quartu non ho mai ricevuto una risposta valida al perchè del ritardo nell’erogazione della pensione”, aggiunge il sessantaseienne. “Avevamo anche venduto la nostra casa per trasferirci qui a Quartu”, aggiunge Luisa Usai, “certo, non sapevamo che avremmo vissuto tutti questi problemi. Abbiamo dovuto rivolgerci a un avvocato che ha presentato a giugno un ricorso amministrativo che è durato tre mesi. A fine settembre ha presentato un nuovo ricorso, stavolta giudiziario. Chissà adesso per quanto ne avremmo, i soldi stanno finendo e non so cosa potrà succedere. Mio marito e, con lui, io, siamo vittime di un’ingiustizia”.


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