Il dramma di Natalia: “Piscina chiusa a Pirri, senza lavoro e ristori perché sono straniera”

A Radio CASTEDDU parla Natalia Cadena, 29 anni di Cagliari, una delle dipendenti da tre anni. “Siamo fermi da metà ottobre e costretti a chiudere per sempre. Io lavoravo con l’acquagym e la ginnastica dolce. Purtroppo tutte e due le attività sono ferme e la situazione è bruttissima”

Vasche ancora vietate, i ristori non bastano a pagare l’affitto. In via Risorgimento alza bandiera bianca la società sportiva InAcqua e sette lavoratori a casa.
A Radio CASTEDDU parla Natalia Cadena, 29 anni di Cagliari, una delle dipendenti da tre anni.
 “Siamo fermi da metà ottobre e costretti a chiudere per sempre. Io lavoravo con l’acquagym e la ginnastica dolce. Purtroppo tutte e due le attività sono ferme e la situazione è bruttissima.
Lavoravo da 3 anni, sono del Guatemala e la presidentessa Cinzia Mocci mi aveva dato lavoro senza neanche conoscermi. Lavoro anche come insegnante di danza ma sono ferma anche da quel punto di vista. I Ristori non sono arrivati per me perché io sono straniera e non ho potuto prendere gli aiuti.
In piscina le distanze erano rispettate, a volte i gruppi erano anche solo di 4 persone ed è molto triste perché i gruppi che  partecipavano alle lezioni di Cinzia avevano problemi fisici e  non possono fare niente per la loro salute.
Io ora sono disoccupata, stiamo provando a fare quello che possiamo, ci organizziamo con qualche lezione al parco ma non abbiamo tutti i soldi per pagare le spese”.
Risentite qui l’intervista di Paolo Rapeanu e Gigi Garau
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