Il Cagliari di Giulini sprofonda in B, Truzzu durissimo non fa sconti: “È una retrocessione meritata”

Il sindaco boccia totalmente il campionato della squadra di Giulini, tra allenatori saltati e giocatori che si sono arresi troppo presto, inanellando una figuraccia anche con il Venezia: “Sono amareggiato, bisogna ritrovare lo spirito dei guerrieri che hanno reso gloriosa la maglia rossoblù”

Ha seguito la partita con il Venezia sperando che, almeno una volta in 95 minuti, il pallone entrasse nella porta dei veneti. Ma così non è stato, e il Cagliari torna in serie B dopo otto anni e altrettante stagioni. Uno smacco per tutta la città, con un’intera regione che perde l’unica squadra capace di conquistare, e mantenere, la massima serie per molte stagioni. L’amarezza è tanta, c’è anche rabbia mista a incredulità: una stagione fallimentare con appena trenta punti conquistati. Un dolore troppo grande per tutti i tifosi, compreso il sindaco Paolo Truzzu, che in passato ha guidato, con cori e striscioni, una parte del tifo rossoblù. Oggi parla da primo cittadino e tifoso semplice: “Dispiace enormemente per la retrocessione, sportivamente meritata”, esordisce Truzzu, che riconosce, in quella “sportivamente meritata”, la stagione decisamente fallimentare della squadra di Giulini. “Sono amareggiato, tutti lo siamo, perché tremendamente innamorati di questi colori e della loro storia che uomini veri hanno reso gloriosa vincendo contro tutto e tutti. L’auspicio è quello di risalire l’anno prossimo in serie A con lo stesso spirito di quei guerrieri che hanno reso gloriosa questa maglia”.
Sarà difficile, le scelte fatte dalla società nell’ultimo anno hanno avuto un esito disastroso, tra allenatori saltati e troppi giocatori che hanno mostrato, in campo, di non essere in grado di lottare su ogni pallone, nonostante i tantissimi tifosi che, anche ieri, nei novanta minuti decisivi, hanno affrontato tante ore di viaggio pur di sostenere la squadra di tutta la Sardegna: “È necessario rialzarsi con orgoglio e vera passione, con valori tecnici ma anche con quelli puramente umani. Non c’è altra via per riconquistare la serie A”.


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