Hotel Mediterraneo, lavori fermi da un anno: “E il Comune dorme”

Interrogazione in consiglio comunale: “Un danno di immagine per la città, il sindaco deve intervenire”

Hotel Mediterraneo al palo, da oltre un anno i lavori sono fermi e sul futuro di uno degli alberghi più prestigiosi di Cagliari regna il silenzio. Il caso finisce in Consiglio comunale con un’interrogazione urgente del vicepresidente dell’assemblea civica, Paolo Casu. “Un danno di immagine per la città, oltre che economico per il nostro turismo – spiega – Per decenni, infatti ,  l’albergo ha rappresentato un punto importante di incontro e di socializzazione per diverse generazioni di cittadini cagliaritani, oltre che meta ambita di pernottamento e di transito da parte di turisti, viaggiatori per lavoro, professionisti, organizzatori di convegni”.

La storia. Circa tre anni fa l’albergo di viale Diaz è stato ceduto dal gruppo italiano, che per decenni l’aveva gestito, a una compagine russa. Poi il via alla ristrutturazione in vista di una riapertura in tempi rapidi, ma così non è stato. “Circa un anno fa l’impresa ha iniziato imponenti lavori di demolizione e di messa in sicurezza dell’area e dell’edificio – dice Casu – Lavori fermi da oltre un anno e che lasciano davanti agli occhi di tutti i cittadini e turisti di passaggio, un’immagine di desolazione e di distruzione, di un edificio parzialmente sventrato, come se fosse stato bombardato dall’alto. Tralasciando l’iter burocratico e amministrativo, che ha permesso uno simile scempio urbanistico e di poter lavorare a cielo aperto senza il posizionamento di  alcuna transenna, appare davvero difficile, a distanza di mesi, comprendere quale immagine di Cagliari possa avere un cittadino qualunque e un turista in visita nella nostra città”.

L’interrogazione. “Voglio capire – precisa Casu – se e quali iniziative questa amministrazione e gli uffici tecnici e di vigilanza, abbiano intrapreso per arrivare a una rapida risoluzione di questa vergognosa situazione, che mette ancora una volta in risalto la  lentezza e l’inadeguatezza di interventi dei nostri uffici e della nostra burocrazia.  Ma anche per quale motivo non siano ancora state messe in sicurezza la gran parte delle aree e degli edifici costituenti l’ex complesso alberghiero, peraltro con vaste aree scoperte e non recintate. Il sindaco, quanto meno per limitare i danni, dovrebbe, anche se con notevole ritardo, emettere un’ordinanza per la messa in sicurezza dell’immobile, oltre che per il posizionamento di un idoneo telone serigrafato che copra la struttura e le sue parti demolite e sventrate”.