Garcia tra assenze, cerotti e il gioco che latita

I giallorossi vivono un periodo di scarsa forma fisica: i risultati lo dimostrano

Arriva la Roma al Sant’Elia e come ogni settimana siamo andati ad analizzare i pregi e i difetti dei nostri avversari: una squadra ancora in lotta per il titolo ma che ultimamente sta soffrendo di un’evidente crisi di gioco complice anche l’elevato numero di infortunati, col quale si potrebbe fare un’altra squadra di assoluto valore.

Tra gli altri infatti, oggi mancheranno per problemi fisici di varia natura De Rossi, Castan, Manolas, Strootman, Ibarbo e Iturbe, oltre a Gervinho e Doumbia impegnati in Coppa d’Africa.

Analizziamo quindi la Roma e le soluzioni alternative a questa difficile situazione.

Fra i pali, il titolare è De Sanctis, portiere affidabile e molto esperto, che ama dirigere continuamente la propria retroguardia.
Retroguardia a quattro, che annovera l’ex Astori come unico italiano, affiancato da Yanga Mbiwa per formare un’accoppiata notevolmente fisica ma dotata anche di una discreta velocità.

Le fasce, in fase difensiva sono presidiate da Torosidis e Holebas, cui il mister Garcia chiede continue sovrapposizioni con gli esterni d’attacco così da formare la superiorità numerica e mettere in crisi le difese avversarie.

Quando la forma fisica sorregge i giallorossi, questo porta ad un gioco molto spettacolare e difficilmente arginabile da avversari di rango inferiore.

Tuttavia, l’altra faccia della medaglia sta nel fatto che quando la Roma non può disporre degli esterni offensivi che hanno fatto le sue fortune (Gervinho e Iturbe) la situazione si complica notevolmente. Con anche il neo acquisto Ibarbo infortunato, il quadro è completo.

Il tecnico francese in questi sfortunati casi opta per un centrocampo più muscoloso, con interditori come Keita, Paredes e il ninja Nainggolan, a supporto di un trio d’attacco statico ma molto tecnico, formato da Pjanic, Totti e Ljajic.

Come detto, la mediana è più votata alla fase difensiva, con l’inesauribile Nainggolan che spesso prova a fare da tramite col reparto avanzato grazie alle sue capacità di corsa e di tiro.

L’attacco, orfano di una prima punta di ruolo come Doumbia, anch’egli impegnato in Coppa d’Africa, vive ancora delle intuizioni di Totti, che oltre ad andare in gol proverà come sempre a mettere i compagni (in particolare Ljajic) in condizioni di segnare.

 

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