Federica, una donna alle launeddas con anima rock

La musicista 27enne cagliaritana coniuga la passione per la musica tradizionale con quella per il metal e ha sperimentato la musicoterapia con lo strumento tradizionale sardo


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di Vanessa Usai

Suonatrice di launeddas, fotografa, aspirante psichiatra, ex secchiona della classe, appassionata di musica metal. Federica Lecca, cagliaritana di 27 anni, prima donna a suonare lo strumento tradizionale sardo, è un tumulto di passioni con un obiettivo molto ambizioso: poterle coniugare tutte per migliorare la vita della persone.

Folgorata dalla melodia delle launeddas alla processione di Sant’Efisio, all’età di 4 anni, suona i ‘sonus de canna’ da quando ne aveva 13 ed è la veterana tra le quattro ragazze che seguono il primo corso accademico dello strumento tenuto dal maestro Luigi Lai al Conservatorio Luigi Da Palestrina di Cagliari. “Il suono delle launeddas mi è  piaciuto subito perché mi sa di Natale, di famiglia, di amore”, racconta Federica. Incuriosita da una mini lezione introduttiva sull’argomento alle scuole medie, nel 2003 si iscrive alla Scuola Civica di Musica di Cagliari e appena qualche mese dopo, a 14 anni, debutta in pubblico durante la processione di Santa Rita, a Su Planu, il quartiere in cui vive tuttora. Il 1 maggio partecipa per la prima volta, con il maestro Lai, alla processione di Sant’Efisio, e da allora ha mancato solo un appuntamento, a causa di una frattura a un piede. “Suonare le launeddas per Sant’Efisio non è un’esibizione qualunque, è un rito di devozione”, spiega Federica, che coniuga il lavoro di musicista con quello di fotografa e con gli studi di medicina, destinazione psichiatria. “Sono sempre stata una stacanovista fin da quando ero bambina, al liceo ero la secchiona della classe, frequentavo ogni genere di corso possibile – rivela – e ho una personalità prismatica che mi consente di coltivare tanti interessi diversi contemporaneamente”. Come la passione per il rock anni Settanta e il metal, con una predilezione per speed, epic e death metal. Tra le sue icone del rock di riferimento ci sono Creedence, Jimi Hendrix, Led Zeppelin e Black Sabbath, mentre l’amore per il metal è nato con gli scandinavi Sonata Arctica e con gli olandesi Epica. Ma come si coniuga la passione per la musica tradizionale con quella per il metal? La risposta è semplice, per una musicista: “Quando ho ascoltato metal per la prima volta, mi ha fatto pensare subito alla musica classica e mi sono appassionata a Epica e Nightwish proprio perché ho trovato questa correlazione. Il metal non è che musica classica amplificata”, afferma Federica. “E mi piacerebbe sperimentare il suono delle launeddas in questi ambiti musicali – aggiunge – sebbene non sia semplice, perché non hanno un’estensione abbastanza ampia come altri strumenti e non possono essere accordate in un’unica scala, maggiore o minore, ma voglio provarci lo stesso, anche perché potrebbe essere un modo per far conoscere lo strumento oltre i confini tradizionali”. Recentemente ha registrato un’improvvisazione di ‘My heart will go on’, la celebre colonna sonora del film Titanic, “una rivisitazione che pur con dei limiti è riuscita abbastanza bene”.

Ma il progetto di Federica non si limita alla musica. Nell’ambito dei suoi studi di medicina, ha lavorato con un gruppo di ragazze affette da disturbi alimentari, con le quali ha sperimentato il connubio fotografia-launeddas a scopi terapeutici. “Vorrei migliorare la vita delle persone con quello che faccio”. Coniugando la medicina con la passione per la musica e quella per la fotografia: “Con la medicina attraverso la psicoterapia, con la fotografia aiutando le persone a valorizzarsi e piacersi di più, e infine con la musicoterapia, perché la musica aiuta a far scaturire emozioni molto difficili”.

Una sfida complessa, perché le cose semplici e ordinarie non sono nelle corde di Federica. Che un giorno, lo giura, suonerà epic metal con le launeddas.

(foto Nanni Costa; make-up Francesca Tocco; hair style Stefania Corona; stilista Chiara Carta)


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