Dramma a Sanluri: mamma e due figlie da un anno senz’acqua in casa

Lei è cardiopatica e le ragazze disoccupate. Vivono in un’abitazione non registrata al catasto dopo una separazione conflittuale. A causa di un contenzioso Abbanoa ha interrotto la fornitura: “Tutti i giorni andiamo da nonna per lavarci e riempire i bidoni”

Tutti i giorni vanno a casa dei nonni. Ma non solo per salutarli. Vanno per lavarsi e fare il carico d’acqua in auto coi bidoni per cucinare e pulire la casa. Perché Sara Caboni con la sorella, disoccupate, e la madre cardiopatica, vivono nella loro abitazione di via Montanaru a Sanluri senza acqua da un anno. E non ne possono più. “Non ci aiuta nessuno né Abbanoa, né il comune”, lamenta Sara Caboni, “non so che fare. Prima o poi mi incateno in tribunale”.

Sara vive con la madre e la sorella in un appartamento non registrato al catasto, costruito sopra la casa dove vive il padre assieme alla nuova compagna. Una separazione in forte conflitto e che, sul piano burocratico, procede a rilento.

Il punto è che l’allaccio dell’acqua è a nome del papà di Sara, il quale, stando al racconto della giovane, ha un contenzioso con Abbanoa che ha interrotto la fornitura. “Noi non possiamo aprire un’utenza per conto nostro perché la parte di abitazione in cui viviamo non è stata registrata al catasto”, spiega Sara, “e noi ogni giorno andiamo da mia nonna per poterci lavare e per poter cucinare. In casa siamo piene di bidoni vuoti di detersivi. Purtroppo mia madre è cardiopatica. Prima lavorava 24 ore su 24 ora non può più, lavora poco e quindi guadagna di meno e noi siamo disoccupate e non possiamo permetterci un’altra abitazione. Speriamo che qualcuno ci aiuti. Ma come ci possono lasciare un anno senz’acqua”?


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