Donna morta dopo operazione all’utero, l’Assl di Cagliari: “Paziente già gravissima da tempo”

Il caso di Maria Barbara Pistis, la 43enne di San Sperate ma residente a Nurri morta un mese dopo essere uscita dal Santissima Trinità, con la Procura che sta indagando, porta l’Assl cagliaritana a chiarire: “La situazione clinica era già gravemente compromessa”

“La situazione della paziente era già molto compromessa, è stata seguita al Santissima Trinità insieme ai colleghi medici dell’Oncologico, l’intervento (all’utero, ndr) è stato fatto per cercare di governare una situazione già gravemente compromessa. Siamo disponibili a fornire tutti i chiarimenti del caso alla famiglia della donna morta”. Così l’Assl di Cagliari, dopo la notizia, data in esclusiva da Cagliari Online, del sequestro, da parte della Procura, delle cartelle cliniche di Maria Barbara Pistis, 43enne di San Sperate ma residente a Nurri, morta un mese dopo l’operazione all’utero alla quale è stata sottoposta al Santissima Trinità.

Sposata e con due figlie, la donna, dopo l’operazione e un ciclo di chemio viene dimessa. Torna a casa, peggiora giorno dopo giorno e muore nel giro di poche settimane.Il marito, Leonardo Lai, chiede le cartelle mediche, ma dall’ospedale rispondono picche: “Voglio solo sapere la verità, ci sono un po’ di cose che non vanno”. Ecco perché si rivolge a un avvocato.  Poi, la “visita” della Procura all’ospedale, con il sequestro di tutta la documentazione medica riguardante la donna.