Disastro Moby Prince, commozione e memoria oggi a Cagliari

Cristiano Erriu: “Perchè questo triste fatto di storia non venga mai dimenticato”

di Cristiano Erriu

Oggi dopo 25 anni dai tragici eventi della notte del 10 aprile 1991, ricordiamo con dolore la collisione tra il traghetto Moby Prince – in viaggio tra Livorno e Olbia – e la petroliera Agip Abruzzo.
Un evento, fra i più dolorosi della marineria italiana, che ha messo in luce diverse responsabilità, anche nella conduzione dei soccorsi, e che ha portato alla morte 140 persone.
Delle 141 persone a bordo, 65 membri dell’equipaggio e 76 passeggeri vi fu un solo superstite. Tra i tanti sardi a bordo anche il comandante Ugo Chessa.
Con questa giornata di memoria vogliamo ricordare anche l’impegno delle famiglie e di tutti coloro che mantengono vivo il momento di questo disastro del mare, affinché si faccia ulteriore chiarezza su quanto accaduto.
Per dare giusta dignità a coloro che persero la vita e conforto ai familiari.
Grande merito va infatti ai familiari ed alla “Associazione 10 APRILE Familiari vittime Moby Prince” che non hanno mai smesso in questi anni di chiedere luce.
Anni in cui si sono alternati silenzio, omissioni ed ingiustizie.
L’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince, cui Presidente è il Senatore Silvio Lai, pone l’attenzione sul fatto che anche la politica necessita, per una questione di equità, di risposte precise sui fatti di quella notte.
Vogliamo comprendere perché 141 persone rimasero per troppo tempo senza soccorsi, con il porto di Livorno e le sue strutture, a poche miglia di distanza.
Un ricordo per risvegliare la memoria e l’attenzione dei sardi. La Regione Sardegna, similmente con la Regione Toscana, è impegnata a che questo fatto della storia d’Italia non venga dimenticato.



In questo articolo: