Davide Acito, l’angelo che salva cani e gatti in Cina: “Li mangiano perchè credono di diventare più virili”

La lotta all’orrore del 32enne italiano, da tre anni in prima linea contro il massacro dei quattrozampe in Cina: “Abbiamo anche aperto un rifugio in un luogo segreto, vogliamo farli adottare da persone brave”. Stasera un’inchiesta sul tema a “Le Iene” su Italia Uno

La sua personale battaglia contro la crudeltà e le “dicerie” di una parte dei cinesi che mangiano cani e gatti “perchè credono che così aumenti la loro potenza sessuale e il corpo si mantenga in temperatura, come per chi mangia brodo di pollo”, Davide Acito la inizia tre anni fa. Nato a Matera, lavora in Svizzera e si occupa di found raising per varie Ong. In trentasei mesi ha salvato “mille tra cani e gatti che erano destinati a essere uccisi e mangiati in Cina”, racconta, contattato da Cagliari Online. Scene da film horror, quelle descritte da Acito: cani e gatti presi con un punzone di ferro per il collo, bastonati per essere storditi e poi sgozzati in strada. Con la sua associazione, l’Apa (Action Project Animals) continua a darsi da fare per salvare quanti più quattrozampe possibile.

 

E, nella prima puntata del mercoledì della nuova stagione de “Le Iene”, su Italia Uno – in onda mercoledì 3 ottobre dalle 21:10 – verrà mostrato un video legato al festival di Yulin, la punta dell’iceberg del mercato della carne di cane in Cina, con le immagini raccolte lo scorso mese di giugno da Giulia Innocenzi e Francesca di Stefano. “Dopo il servizio il protagonista della puntata sarà, per qualche minuto, il mio cane Pippo, un simil pechinese di tre anni”, spiega Acito, “finalmente, e anche grazie al contributo della stilista Elisabetta Franchi, abbiamo aperto un rifugio per cani e gatti proprio in Cina”.