“Da Venezia a Elmas, nessun controllo all’aeroporto: sbagliato dare la colpa dei contagi ai turisti”

La rabbia di Mohamed, 23enne di Decimoputzu: “Da gennaio in Veneto, all’arrivo in Sardegna hanno misurato la temperatura solo a poche persone, a parte il termoscanner, tutto in piena estate: nessuno ha preso la mia autocertificazione, dopo due giorni sono andato a trovare i miei zii. Non prendetevela coi turisti ma con chi non li ha controllati”

Ha viaggiato da Venezia a Cagliari a bordo “di un’aereo di Volotea, lo scorso sei agosto”. E, all’arrivo all’aeroporto di Elmas, Mohamed Grami, 23enne di Decimoputzu, è riuscito a raggiungere l’uscita senza doversi mai fermare: “Nessun controllo legato al Coronavirus. Mi hanno solo misurato la febbre all’ingresso dello scalo veneziano, avevo 36. Ma, nell’Isola, nulla di nulla: ero a Venezia da gennaio, studio Storia all’università di Ca’ Foscari. In aereo, oltre a me, c’erano altre decine di persone. Solo pochi sono stati fermati per il controllo della temperatura, penso che gli altri siano stati controllati dal termoscanner.  Avevo compilato l’autocertificazione della Regione”, racconta il giovane studente. “Ce l’ho ancora con me, non me l’ha chiesta nessuno. Il sei agosto sono tornato nella casa dei miei genitori e, dopo due giorni, sono uscito per andare a trovare i miei zii. La quarantena? Ho letto che non era obbligatoria, e comunque non sono mai stato chiamato dall’Ats. Sono anche andato all’ospedale Marino per una visita che avevo fissato”.

Grami è netto: “Perchè dare la colpa ai turisti per l’aumento dei casi di Coronavirus? Salvo l’utilizzo delle mascherine, la temperatura è stata presa ‘a campione’, a parte il termoscanner. Al ritiro bagagli, poi, non era possibile nessun distanziamento, non c’era nessuna ‘corsia’ disponibile”. Il 23enne insiste: “Puntare il dito contro i turisti untori è sbagliato”.