Covid in Sardegna, cinque morti in soli due giorni: è il dato più preoccupante degli ultimi mesi

SARDEGNA, IL COVID FA PAURA- Oggi la morte del fratello del politico Giorgio Oppi, Franco, aveva 83 anni. E quella di Virgilio Melis, il pensionato di Gonnesa, il suo cuore ha cessato di battere al Santissima Trinità. E un terzo decesso, quello di padre Guglielmi, morto a Sassari. Il tutto mentre il Covid sardo finisce nelle pagine dei siti nazionali anche e soprattutto per la morte del paziente più giovane, Fabio Lecis di Isili, appena 33 anni. E gli scienziati avvertono: “Rischiano anche i giovani, gli irresponsabili vanno isolati”

Covid in Sardegna, cinque morti in soli due giorni: è il dato più preoccupante degli ultimi mesi. Oggi la morte del fratello del politico Giorgio Oppi, Franco, aveva 83 anni. E quella di Virgilio Melis, il pensionato di Gonnesa, il suo cuore ha cessato di battere al Santissima Trinità. E un terzo decesso, quello di padre Guglielmi, morto a Sassari. Il tutto mentre il Covid sardo finisce nelle pagine dei siti nazionali anche e soprattutto per la morte del paziente più giovane, Fabio Lecis di Isili, appena 33 anni. E gli scienziati avvertono: “Rischiano anche i giovani, gli irresponsabili vanno isolati”.  Lo scienziato Francesco Cucca ha spiegato oggi a Casteddu Online: “Polmoniti e aumento dei pazienti che necessitano ricovero in ospedale e in terapia intensiva diventeranno sempre più evidenti man mano che si va verso le stagioni freddo-umide. Serviranno comportamenti intelligenti. E una presa di coscienza di gruppo che isoli e manifesti sistematicamente la propria disapprovazione agli irresponsabili”. E poi ci sono quelle notizie condite da polemiche che rimbalzano dagli ospedali, che parlano di un Policlinico e del Brotzu con alcuni reparti al collasso, e i posti esauriti in Medicina. Nuvole nere quasi quanto quelle delle previsioni meteo delle prossime ore. E Emiliano Deiana dell’Anci diffonde numeri freddi quanto incisivi: “Il 30 aprile si erano registrati, in Sardegna, 1295 casi di positività, 16 ricoveri in terapia intensiva, 103 in altri reparti. Dal 20 agosto ad oggi sono stati accertati 1838 nuovi casi, 21 sono i pazienti in terapia intensiva e 100 i ricoverati in altri reparti. La “fredda cronaca” sui numeri dovrebbe bastare per far comprendere la gravità della situazione attuale”, sostiene Deiana.

E’ il dato più preoccupante perché non solo a luglio si erano arrestati i contagi nell’Isola, arrivata alla sospirata quota zero anche nelle terapie intensive. Ma perchè stanno crescendo anche i decessi avvenuti con i contagi estivi, addirittura dei primi di settembre, come quello di Franco Oppi che ha lasciato un profondo lutto a Iglesias dove domani si svolgeranno i funerali del fratello dell’ex assessore regionale alla Sanità. E questi cinque morti sembrano dimostrare che purtroppo si può morire col Covid a qualsiasi età. Naturalmente anche gli allarmismi sono fuori luogo, la situazione non è quella critica di marzo e aprile però è chiaro che la paura di una seconda ondata, con le scuole appena riaperte in Sardegna, non può essere esorcizzata se non con comportamenti di grande responsabilità da parte di tutti i cittadini. Che non vuol dire rinchiudersi in casa, ma rispettare le basilari regole del distanziamento sociale e dell’uso delle mascherine, dell’utilizzo dei gel disinfettanti, di tutte quelle buone maniere che forse resteranno l’unico aspetto positivo di questo triste 2020. Non dobbiamo avere paura, ma in questo momento la responsabilità può essere l’unica arma vincente.

Jacopo.norfo@castedduonline.it


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