Coronavirus, il Brotzu assume 15 infermieri e 15 Oss: “Ma non basta, siamo in uno scenario quasi di guerra: serve più coraggio”

Questo l’appello del segretario della Uil Attilio Carta, che descrive nei dettagli la situazione nel più grande ospedale sardo: “E’ partita la chiamata a tempo determinato di 15 Infermieri e 15 OSS, numeri questi che, a nostro avviso, sarebbero ancora insufficienti ad affrontare un’emergenza di tale portata. Una situazione straordinaria si contrasta con provvedimenti altrettanto straordinari quanto coraggiosi”

Coronavirus, il Brotzu assume 15 infermieri e 15 Oss: “Ma non basta, siamo in uno scenario quasi di guerra: serve più coraggio”. Questo l’appello del segretario della Uil Attilio Carta, che descrive nei dettagli la situazione nel più grande ospedale sardo: “Era del tutto prevedibile che, vista la contagiosità del Virus, l’allerta di una settimana fa sfociasse in vera emergenza anche in Sardegna. Così come appariva altrettanto responsabile e indispensabile “preservare” tutti i presidi sanitari dell’Isola potenziando quelli che, per loro stessa natura, avrebbero potuto subire, in emergenza, un maggiore carico assistenziale. Le varie autorità, dal Ministero all’Azienda e Assessorato compreso, per quanto di competenza, pur se “impreparati”, hanno operato nella direzione giusta.

Bisogna comunque prendere atto che, nostro malgrado, siamo in un contesto quasi da “guerra” e come tale, per i rispettivi ruoli, tutti dovrebbero agire responsabilmente con serietà e abnegazione ma soprattutto con autorevole umiltà. Le iniziative, per essere efficaci, oltre che forti e “competenti” vanno assunte con somma urgenza.Motivo per cui la UIL, ha, da subito, chiesto e sollecitato con forza e con tutti i mezzi, che venisse aggredita con immediatezza la causa di maggior impatto sul pesante contesto lavorativo dell’Azienda Brotzu: la grave carenza di personale Infermieristico e di supporto.

Suggerendo, infatti, l’immediata attivazione della procedura di stabilizzazione del personale precario e la contestuale assunzione di un numero adeguato di Infermieri e OSS. Apprendiamo positivamente che l’Azienda avrebbe adottato due provvedimenti in tal senso. Attivando subito, come richiesto, le procedure di stabilizzazione del personale precario interessato e procedendo alla chiamata a tempo determinato di 15 Infermieri e 15 OSS, numeri questi che, a nostro avviso, sarebbero ancora insufficienti ad affrontare un’emergenza di tale portata. Una situazione straordinaria si contrasta con provvedimenti altrettanto straordinari quanto coraggiosi. Tra l’altro, le variegate “improvvisazioni”, messe in essere in questi giorni, appaiono francamente poco incisive al fine di infondere fiducia e motivazione tra il personale. Eppure si sa che l’umore delle truppe, anche in guerra, gioca un ruolo fondamentale. Esse vanno infatti adeguatamente “motivate” dai rispettivi Generali.

Sono, infatti, storicamente note le accorate arringhe del Generale Carlo Sanna, il mitico “Babbu Mannu”, agli eroici “Sassarini”, prima che andassero in trincea. Si sta pericolosamente palesando, altresì, che nel momento in cui il numero dei soggetti che necessitano di trattamenti intensivi supera quello delle “postazioni” disponibili tutto il sistema assistenziale rischia il collasso. Ciò impone sia di fare ogni sforzo possibile atto, quantomeno, a rallentare la diffusione del Virus che di elevare il numero di “postazioni” adeguatamente attrezzate.

A tal fine, si segnala di valutare l’eventuale ipotesi di poter incrementare le “postazioni” attrezzate utilizzando, se idonei a tal fine, i locali recentemente ristrutturati all’Oncologico per la Neuroriabilitazione, in attesa dell’annoso prospettato trasferimento provvisorio dal S. Michele”.

Da qui le richieste che i segretari della Uil Attilio Carta e Fabio Sanna inviano espressamente al Commissario Straordinario del Brotzu: “E’ dirompente la constatazione dell’immensa abnegazione, in condizioni quasi impossibili, di tutto il personale sanitario nell’affrontare questa immane emergenza assistenziale.Ci si augura, e si pretenderà, che finalmente l’Azienda invertendo radicalmente la scaletta delle sue priorità, tralasci le cose meno importanti e metta al primo posto il riconoscimento professionale, economico e personale di tutti coloro che quotidianamente offrono un’adeguata assistenza ai malati con abnegazione unica e in condizioni organizzative ed umane al limite dalla sopportazione. Non è più sopportabile che gli operatori sanitari si osannino nel momento del bisogno e poi, passata la bufera, vengano vessati e esposti ad elevati disagi psico-fisici senza eguali.Il sindacato non permetterà più tutto ciò”.

 


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