Coronavirus, focolaio al porto di Cagliari: contagiate 7 guardie giurate

La scoperta dai tamponi allo scalo: “Sono 7 in tutto dopo 3 giorni dalla conferma dei primi 2 casi accertati, 4 operatori della centrale e 3 in servizio ai varchi, segno che il virus si sta propagando. Vogliamo sicurezza per noi e per i nostri cari”. L’Authority: “I positivi sono in quarantena e non sono presenti in porto”

Focolaio di Covid al porto. Sono sette, su una trentina in tutto, le guardie giurate contagiate. I vigilantes, in una lettera, chiedono all’Autorità di sistema misure stringenti di protezione. L’Authority replica: “Seguiti tutte le procedure del Ministero della Salute e i positivi sono in quarantena”. La lettera è indirizzata all’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna ai responsabili dei 4 istituiti di vigilanza che operano al porto. Si parla inizialmente di 2 guardie giurate in servizio presso il porto di Cagliari, qualche giorno fa sono risultati essere positivi a seguito di tampone.

“Quello che ci chiediamo”, chiedono i vigilantes, “è per quale motivo non siano stati attivati i protocolli anti Covid che impongono l’isolamento domiciliare, sia a chi è in attesa dell’esito del tampone e sia alle persone che sono venute in contatto con i positivi”.

Le guardie lamentano di non aver avuto notizie. Insomma nessuno avrebbe messo al corrente “il personale in servizio su quanto stava accadendo”, nessuno si sarebbe assunto al responsabilità  “di avvertire e isolare chi è entrato in contatto con i positivi e soprattutto di invitarli quanto prima di effettuare dei tamponi coi contagi che continuano ad aumentare mano a mano che il personale effettua i tamponi di sua iniziativa. Credevamo opportuna una convocazione destinata a tutti per eseguire quanto prima e nello stesso periodo uno screening”.

Secondo le guardie giurate il personale presente ai varchi del porto storico di Cagliari “continua ad essere presente e in servizio nonostante l’aumento del numero dei positivi, attualmente 7 dopo solo 3 giorni dalla conferma dei primi due casi accertati, di cui 4 operatori della centrale e 3 in servizio ai varchi, segno che il virus si sta propagando. Siamo molto preoccupati non solo per noi stessi ma soprattutto per le nostre famiglie”. Sottolineano poi che prestare servizio ai varchi di sicurezza vuol dire “essere esposti a molteplici rischi dovuti al contatto sia con gli utenti esterni (passeggeri, croceristi) e i lavoratori portuali (camionisti, operatori di movimentazione merci, marittimi e via discorrendo”. E questo, aggiungono, “dovrebbe darci la priorità nel dover effettuare sia tamponi che vaccini in tempi celeri. Noi chiediamo chiarezza innanzitutto, vogliamo lavorare in totale sicurezza per noi e per tutti quelli che ci circondano”.

La replica. “Nonostante si tratti di una nota anonima, pertanto non sostenuta da riscontri oggettivi, questa Autorità di Sistema Portuale ritiene, comunque, di dover fare alcune necessarie precisazioni per sgomberare il campo da ogni possibile dubbio sul corretto operato in materia di contenimento del contagio in area portuale e, soprattutto, sulla gestione di eventuali casi Covid del personale operante”, scrive in una nota l’Authority.

“su iniziativa dei funzionari dell’AdSP e con la collaborazione dell’ATS presente in porto, fin dal primo giorno di attivazione dello screening ai passeggeri in arrivo, sono state sottoposte a test antigenico anche tutte le guardie giurate operanti nello scalo.

Al riscontro di alcuni casi di positività, l’ATS ha immediatamente dislocato lo screening approfondito con tamponi molecolari per gli operatori nella sede di via Romagna. Le guardie giurate risultate positive sono state immediatamente prese in carico e messe in quarantena dall’azienda sanitaria, pertanto non sono presenti in porto come asserito nella nota anonima.

Si evidenzia, a tal proposito, che l’eventuale messa in quarantena dei casi positivi e degli eventuali contatti è e resta competenza dell’ATS e non dell’AdSP o degli istituti di vigilanza che sono titolari di appalto per la gestione del servizio di security portuale.

A maggior tutela degli operatori, è bene chiarire, che gli stessi istituti di vigilanza, in attesa di riscontro sui tamponi molecolari da parte dell’ATS, hanno comunque da subito provveduto ad attivare autonomamente e a proprie spese una quarantena fiduciaria per il personale in turno con i casi risultati positivi.

L’Autorità di Sistema portuale, di contro, ha provveduto a sanificare tutti gli ambienti della centrale operativa e, con nota ufficiale, ha chiesto immediatamente rassicurazioni al capogruppo del Raggruppamento Temporaneo di Imprese titolare dell’appalto sull’attivazione delle procedure di contenimento del contagio per il personale dipendente.

È bene precisare, infine, che le guardie operanti nei porti di competenza di questa AdSP sono tutte dotate di dispositivi di protezione, disinfettanti e vengono costantemente edotte, semmai ce ne fosse bisogno, di quelle che sono le procedure emanate dal Ministero della Salute in materia di prevenzione e sicurezza”.

 


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