Coronavirus, aule vuote a Cagliari: i nonni diventano baby sitter a tempo pieno

Stop alle lezioni, tantissimi ragazzini liberi da studio e compiti. E molti genitori preferiscono non spendere soldi con le baby sitter e chiedere aiuto a nonni e zii: “Salviamo sempre le nostre famiglie nelle situazioni di emergenza”. Parchi e Poetto invasi da giovanissimi

Aule e banchi vuoti in tutte le scuole di Cagliari sino al prossimo quindici marzo per l’emergenza Coronavirus. Lo stop alle lezioni è stato deciso dal Governo Conte solo ieri sera: un annuncio che ha portato, tra i tanti effetti, anche quello di intasare le chat WhatsApp di classe di messaggi preoccupati da parte di mamme e papà. Il problema principale? A chi lasciare il proprio figlio o figlia per i prossimi dieci giorni? Il Governo pensa a delle misure speciali (si vocifera anche di voucher per pagare le baby sitter), ma nel capoluogo sardo, nel primo giorno con gli istituti scolastici tutti sbarrati, in pochi sembrano essersi rivolti a un’estranea o un estraneo che controlli il bambino durante le ore di lavoro. In una città nella quale la percentuale di over sessantacinque è decisamente alta, i nonni e gli zii sono stati quasi arruolati d’ufficio e sono diventati, nei fatti, i baby sitter a costo zero. Da Monte Urpinu al Parco della Musica, da via Garibaldi al Poetto: centinaia i piccoli a spasso e tenuti sotto controllo dalla nonna o dallo zio di turno.

 

“Ho portato Lucrezia al parco per farle respirare un po’ d’aria pura, mia figlia me l’ha lasciata prima di entrare al lavoro e verrà a riprendersela nel pomeriggio, verso le sedici e trenta, quando finirà il turno insieme al marito”, spiega Giuseppa Carfagno, 71 anni, mentre gioca con la nipotina sul prato del Parco della Musica: “La baby sitter? Perchè affidarsi a lei se io sono in buona salute? I nonni salvano in tutte le situazioni di emergenza, come questa del Coronavirus. Il Governo ha fatto bene a chiudere tutte le scuole e gli asili anche in Sardegna, viviamo in un’Isola e qui il problema del virus era ancora vissuto in maniera marginale, molti sono ancora disattenti. Meglio prevenire per curare”. Si è affidata ad una sua zia, invece, una mamma lavoratrice cagliaritana: “Mi ha lasciato Riky, cinque anni, uno splendido bambino”, spiega Giuliana Putzulu, maestra in pensione di sessantotto anni. “Mi fa molto piacere stare con lui, altro che baby sitter. Non è difficile dover governare un bambino per tante ore all’improvviso, i piccoli vanno motivati anche con il gioco. Non so se il provvedimento del governo sia troppo stringente, ma tante famiglie si sono ovviamente trovate spiazzate. Appena mia nipote mi ha chiesto di tenere suo figlio non ho avuto nessuna esitazione e ho subito detto di sì”.