Claudia di Cagliari, distrutta dall’endometriosi ma salvata dall’amore: “Quello di mio figlio e mio marito”

È una storia tanto triste quanto di speranza, quella di Claudia Aramu, 37enne di Sant’Elia: “Soffro di endometriosi dal 2012, ho dovuto lasciare il mio lavoro da parrucchiera per colpa dei continui dolori. Ho uno splendido figlio di 14 anni e un uomo che mi ama, ci sono donne che stanno peggio di me”

Ha dovuto dire addio al lavoro per il quale si è tanto preparata, “tecnico acconciatore”, cioè parrucchiera. “Mi sono specializzata, ma nel 2012 ho dovuto lasciare pian piano tutto per colpa dell’endometriosi.  Durante una visita ginecologica il medico mi ha dato la terribile notizia”. I dolori, purtroppo, erano già arrivati: “Ho fatto una risonanza magnetica urgente ed è stato accertato che una delle mie tube stava per scoppiare e le ovaie erano completamente piene di cisti. Ho dovuto iniziare una cura a base di pillola anticoncezionale per rallentare la malattia”, spiega Claudia Aramu, 37enne di Sant’Elia. “Sono separata e il mio secondo marito, dimostrandomi ancora di più quanto mi ama, mi ha detto sin dal primo istante che il fatto di non poter avere un figlio da me non rappresentava un problema”.  La Aramu ha già un figlio, “uno splendido quattordicenne”.

Il dilagare dell’endometriosi nel suo corpo l’ha portata anche a vivere situazioni al limite sul posto di lavoro: “Alcune clienti si lamentavano di me, dicevano che non sapevo fare il mio lavoro solo perché andavo molto lenta per cercare di contenere al massimo i dolori. Non posso stare in piedi per molte ore, so perfettamente di essere un’invalida non ancora totalmente riconosciuta dallo Stato. L’endometriosi è come un tumore, e oltre al dolore fisico c’è anche quello mentale”.