Ciro Grillo e i suoi tre amici a processo per stupro di gruppo: prima udienza il 16 marzo

I quattro sono accusati di aver violentato in gruppo e per tutta la notte una ragazza italo-norvegese, 19enne all’epoca dei fatti. Oggi, a poco più di un anno dalla chiusura delle indagini, il giudice per le udienze preliminari di Tempio Pausania ha deciso di rinviare a giudizio tutti e quattro i ragazzi, nessuno di loro presente oggi in aula

Quattro minuti dopo le 16, e a due ore scarse dall’inizio della camera di consiglio, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Tempio Pausania, Caterina Interlandi, ha ufficializzato la sua decisione: Ciro Grillo, figlio di Beppe, comico e fondatore dei 5 Stelle, e i suoi tre amici Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia saranno processati, con rito ordinario, per violenza sessuale di gruppo. La prima udienza è fissata per il 16 marzo del 2022.

Si mette così un primo punto fermo a una vicenda dall’enorme clamore mediatico e dai non pochi intoppi procedurali, non ultimo il trasferimento al tribunale dei minorenni del sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, tanto che il fascicolo è ora interamente nelle mani del procuratore Gregorio Capasso che rappresenterà da solo l’accusa. “Il nostro impianto accusatorio ha retto”, ha commentato uscendo dal tribunale dopo il verdetto del gup. Soddisfatta ma “non felice perché la mia assistita sta soffrendo ancora molto” Giulia Bongiorno, legale della ragazza italo-norvegese che nel 2019 denunciò i quattro, raccontando di essere stata costretta ad avere un rapporto sessuale con uno di loro e di essere poi stata violentata a turno per tutta la notte da ognuno dei quattro, che hanno invece sempre parlato di rapporto sessuale consenziente. I fatti avvennero nella residenza estiva di Beppe Grillo in Costa Smeralda, a Cala di Volpe, dopo una serata passata a bere e ballare nei locali vip di Porto Cervo. Otto giorni dopo la ragazza aveva denunciato la violenza. L’amica che era con lei quella notte venne fotografata con i genitali di tre dei quattro imputati appoggiati sul volto mentre dormiva.

“Oggi è il giorno dopo il 25 novembre, e credo che anche questa giornata sia diventata importante”, ha commentato Bongiorno. Che ha aggiunto: “Forse mai ho assistito a questa volontà di sgretolare atti che hanno un significato ben preciso. Un accanimento nei confronti della mia assistita, messa sotto accusa, e non mi riferisco ai difensori ma a quello che ho letto sui giornali. Lei deve tenere la tv spenta e le arrivano sul telefono pezzi di articoli di giornali. Sono stati diffusi il suo nome e cognome, una campagna che non avevo mai visto. Questa mattina quando sono arrivata pioveva moltissimo, poi ho visto l’arcobaleno, e mi ha fatto pensare che anche le cose più difficili poi possono in qualche modo fare tornare il bello”, ha concluso. In silenzio hanno lasciato il tribunale i difensori dei ragazzi, a parte un breve commento di Gennaro Velle: “Quello di oggi è un passaggio tecnico, vedremo al processo”.

All’epoca dei fatti, la ragazza aveva 19 anni. La notizia si era diffusa a settembre, dopo la denuncia che aveva fatto scattare le indagini, chiuse il 20 novembre 2020. E mentre video, foto e dettagli continuavano a emergere, nella vicenda ad aprile scorso era entrato Beppe Grillo a gamba tesa, con un video in cui difendeva i ragazzi, si chiedeva come mai non fossero stati arrestati se erano stupratori seriali e concludendo con una pesante accusa nei confronti della ragazza: “Perché non li avete arrestati? Perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c’è stato niente, perché chi viene stuprato fa una denuncia dopo 8 giorni e vi è sembrato strano. E’ strano”. Il video suscitò polemiche con strascichi anche politici.

Il 3 maggio scorso la procura di Tempio Pausania riformulava un capo di imputazione per l’episodio della foto con l’amica della presunta vittima, mentre il 4 giugno è stata una data cruciale, perché dopo l’interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Genova di Ciro Grillo, i pm di Tempio hanno depositato la richiesta di rinvio a giudizio. Nessuno degli imputati ha scelto di avvalersi del rito abbreviato. Nessuno di loro, oggi, era in aula.

Intanto, dopo la lettera con minacce di morte recapitata ieri, sono stati rafforzati i controlli nella zona della casa genovese di Beppe Grillo a Sant’Ilario.


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