Chiara Cocco: “Cagliari non è per i giovani, eliminiamo il regolamento di sicurezza urbana: la città è di tutti”

Un capoluogo sempre più “vecchio” e che, tra movida e malamovida, vede un’eterna guerra tra chi vorrebbe norme più stringenti e chi, invece, maggiori aperture. Chiara Cocco, 23 anni, candidata consigliera con i Progressisti di Massimo Zedda: “Serve un compromesso, diamo nuova vita a aree e quartieri abbandonati. Gli ultra sessantenni vivono bene, i ragazzi no e molti non lavorano. L’ex carcere può diventare mensa o biblioteca universitaria, possiamo creare corsi professionali e dare incentivi”. VIDEO INTERVISTA


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Gli ultrasessantenni? “Vivono bene, le classifiche parlano chiaro. A Cagliari e provincia sono al top per la qualità della vita. Non è così per i giovani, invece”. E proprio per chi ha meno di 30 anni, Chiara Cocco, 23 anni, laureata in Scienze Politiche e candidata consigliera con i Progressisti di Massimo Zedda, punta soprattutto a intercettare preferenze giovanili, il prossimo otto e nove giugno: “Sinora non si è voluto tenere conto della fascia di popolazione giovane, anche quella non residente a Cagliari. Tanti non studiano o non lavorano e sono colpiti da una crisi che, anche se è globale, può portare il Comune a intervenire con corsi professionali e incentivi. Siamo una città universitaria e dobbiamo diventare polo di riferimento”, afferma. “Dobbiamo riqualificare le strutture inutilizzate, dall’Anfiteatro romano a Buoncammino che può essere una mensa o biblioteca universitaria”. A prescindere, quindi, “un luogo di aggregazione, culturale”. E punta sull’addio al regolamento di sicurezza urbana voluto dall’ormai ex Giunta Truzzu e fatto di zone rosse e un mare di divieti nel centro storico.
“Ha inciso in maniera negativa su quella che è la realtà giovanile e su tanti esercizi commerciali che offrono modalità e spazi e occasioni di aggregazione a chi ha meno di 35 anni”, prosegue la candidata del centrosinistra. “Il punto è trovare un compromesso, la città è di tutti e bisogna costruirla per tutti. Diamo nuova vita alle aree e quartieri abbandonati e disabitati, come Castello e l’Anfiteatro, Tuvixeddu e San Michele. Il Parco della Musica avrebbe dovuto ospitare eventi musicali e culturali ma è stato designato per ospitare il mercato provvisorio”. E spazio anche a maggiore sicurezza: “Più illuminazione pubblica, sistemi di monitoraggio per le donne quando rientrano a casa la sera”.


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