Capoterra, sì all’aumento dell’Imu col voto di soli sei consiglieri

Il sindaco Dessì: ritocco inevitabile, mi impegno a ridurre le tasse a gennaio. Il consigliere Corda: maggioranza confusa su una tassa ignobile

Via libera  all’aumento dell’Imu a Capoterra, con il Comune che riesce però a salvare tutti i servizi. In aula ovviamente le scintille non sono mancate: a votare a favore in Consiglio comunale sono stati solo sei consiglieri. Vle a dire oltre al sindaco Dessì, Leoardo Marrapese, Christian Ruiu,Lai e Cau. Sono usciti dall’aula al momento della votazione i consiglieri Bruno Pilittu e Roberta Marcis. Diversi invece i voti contrari, da Silvano Corda a Marco Zaccheddu all’ex sindaco Giorgio Marongiu. Per la minoranza (che ha garantito il numero legale) si sono astenuti Luigi Frau, Franco Magi, Gianfranco Littarru, Tore Volpi e Pino Dessì.

Dunque aumenta l’Imu sulle seconde case e sulle attività commerciali, dallo 0,76 allo 0,86. Il sindaco Francesco Dessì spiega così la sofferta decisisione: “Mi impegno da subito a ridurre la tassa a gennaio del prossimo anno- avverte- ora purtroppo era un ritocco inevitabile. Stiamo parlando dello 0,1 per mille, significa che le famiglie pagheranno 20 euro in più all’anno, i negozi di 100 metri quadri al massimo 70 euro in più. Era troppo tardi e dovevamo per forza approvare il bilancio, siamo a luglio. Ma è importante capire il perchè: lo Stato che prima ci dava 5 milioni all’anno di trasferimenti ora ci da solo 840mila euro. Abbiamo ridotto le spese con una razionalizzazione di 400mila euro. Ma non me la sono sentita di tagliare attività importantissime per il paese, dallo sport ai servizi sociali. Non potevamo certo tagliare i fondi alle società sportive, oppure la pubblica istruzione. Non potevamo certo cancellare il servizio “Drop Out” che permette a tanti lavoratori di frequentare a Capoterra i corsi serali delle superiori. Non abbiamo aumentato l’Irpef, nè la Tari, nè la Tasi”.

L’esponente del Pd Leopoldo Marrapese in aula ha ribadito il dispiacere del partito per l’aumento, ma ha ricordato che il Pd si è battuto per non aumentare l’Irpef che avrebbe gravato su tutte le famiglie capoterresi e ha chiesto un censimento vero di tutte le attività commerciali in paese. Il capogruppo della lista civica Silvano Corda invece resta critico sull’aumento delle tasse: “Adesso è chiaro che la maggioranza è molto confusa- spiega- con questi numeri non è giustificabile l’aumento delle tasse, la maggioranza dei 14 consiglieri si è ridotta ad una sestina del Lotto . Sono dispiaciuto che a pagare siano sempre i cittadini, ho fatto tutto il possibile per convincere il consiglio a non far passare questo salasso che contribuisce solo a creare più disagi nelle famiglie capoterresi e nelle attività commerciali, oggi per Capoterra è una sconfitta. Non capisco chi ha contribuito a far passare questa tassa ignobile”. Leopoldo Marrapese del Pd commenta: “Mentre nelle stanze comunali ci si affannava a trovare soluzioni per fare quadrare il bilancio, noi l’abbiamo portato dentro la direzione cittadina del partito. Prima di mettere mano a una nuova pressione fiscale, dovevamo esplorare ogni parte del Bilancio anche per capire se le spese sono efficienti. Importante non toccare l’Irpef, anche per difendere chi ha stipendi bassi. Altrettanto non bisognava toccare le piccole botteghe artigiane. Le seconde case invece sono un bene in più, che alcuni fortunati hanno. I servizi dovevano restare inalterati, e non potevamo fare arrivare certo il commissario non approvando il Bilancio. Ora però chiediamo al sindaco di trovare subito soluzioni per non assimilare i negozi alle seconde case, e non gravare sui nostri artigiani”.  


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