Capoterra, Beniamino architetto romantico: riporta a splendore un rudere del centro storico

“Metterò questo gioiello a disposizione della comunità durante Cortes Apertas o altri eventi di interesse cittadino”

di Vanessa Usai

E’ stato uno dei primi capoterresi a laurearsi in architettura, e ora ha voluto regalare a Capoterra il recupero di una vecchia casa abbandonata che aveva un posto speciale nei suoi ricordi di bambino. Beniamino Garau, oggi quarantacinquenne,  ricorda a malapena l’anziana vedova dirimpettaia che abitava l’immobile, ma lui, che su quella strada ha trascorso la propria infanzia, ha per anni coltivato il sogno di riportare allo splendore quel rudere fatiscente di fronte alla casa di famiglia. E oggi ha realizzato il suo sogno, con una ristrutturazione curata nei minimi dettagli.

“Era proprio di fronte alla bottega dei miei nonni e alla casa di famiglia in cui ho vissuto da ragazzo e mi piaceva l’idea di poter continuare a vivere qui”, racconta Beniamino, e questo nonostante sia stata un’operazione totalmente anti economica: “Ho acquistato il rudere dagli eredi e ho effettuato la ristrutturazione completamente a spese mie, perché non esistono più contributi per il recupero di vecchie abitazioni, ma ha prevalso l’idea di ridare vita al centro storico di Capoterra”, spiega l’architetto, specializzato proprio nel recupero di centri storici.

L’intento era quello di ripristinare una tipica abitazione capoterrese di inizio ‘900 cercando di rispettarne la struttura e i materiali originali, riportando alla luce il mattone crudo, architravi, pavimenti, antichi solai in canne e travi di ginepro. Così quello che era un rudere abbandonato è diventato ora lo studio professionale dell’architetto, che promette: “Metterò questo gioiello a disposizione della comunità durante Cortes Apertas o altri eventi di interesse cittadino”. “Da capoterrese doc nato nel centro storico tengo tantissimo al suo recupero – aggiunge Garau – e spero che con l’aiuto dell’amministrazione comunale si possano fare tanti altri interventi di questo tipo e magari dare così un segnale per il commercio, il turismo e tutta l’economia di Capoterra”.