Cagliari, traffico e caos in via della Pineta: “Niente zona 30 ma pista ciclabile, affari in calo”

La corsia per ciclisti realizzata dal Comune e i parcheggi in linea accanto al cordolo fanno infuriare diversi commercianti: “Traffico peggiorato, non siamo mai riusciti a trovare un buco per l’auto: l’amministrazione non ha accettato la nostra richiesta”. E sta per nascere un’associazione di negozianti

La nuova pista ciclabile in via della Pineta a Cagliari è realtà, per l’inaugurazione bisogna però ancora attendere. Il countdown verso il taglio del nastro (arancione), però, non viene vissuta con emozione da più di un commerciante della strada. “Ristretta” per lo spazio dedicato ai ciclisti, una corsia scarsa per chi deve viaggiare in direzione stadio Amsicora. Oggi, poi, un carro attrezzi impegnato a recuperare un’automobile guasta ha paralizzato il traffico per molti minuti, portando a un maxi concerto di clacson. E le proteste fioccano, sin dai metri più vicini a piazzetta Mascia. “In via della Pineta c’è un grossissimo problema per i parcheggi, arrivo ogni giorno da via Mameli e devo sempre lasciare l’auto nelle viuzze limitrofe, con molta difficoltà. Devo girare, ogni volta, per non meno di dieci minuti”, afferma Daniela Deidda, 49 anni, da quindici alla guida di una lavanderia: “La corsia ristretta è un problema, qui non passano solo bici ma anche bus e camion. C’è molto più traffico, la zona trenta sarebbe stata più utile”.

Parere condiviso da Maria Pitzalis, gioielliera sessantunenne, da tre decenni e mezzo in via della Pineta: “Giudizio negativo, non si riesce più a parcheggiare. Il lavoro, da quando hanno realizzato la pista, è molto diminuito. Avevamo chiesto la zona trenta come in altre parti di Cagliari ma il Comune ha fatto lo stesso la pista ciclabile. Mancano i clienti che si fermavano un attimo per fare l’acquisto, per loro non c’è più parcheggio: adesso lasciano le auto solo i residenti”. E, sul versante del traffico, “ci sono più file di auto”. Intanto, un gruppo di commercianti sta gettando le basi per fondare la prima associazione della strada.


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