Cagliari, sole e tuffi nel Poetto ancora illimitato: “Varchi e guardie? Sappiamo regolarci da soli”

Temperatura vicina ai 30 gradi e tantissimi cagliaritani tra tintarelle e tuffi nella spiaggia libera. I limiti per l’estate 2020 non trovano d’accordo quasi nessuno: “Rispettare le distanze e goderci il mare? Sappiamo farlo benissimo da soli”

Caldo, tanto caldo e un Poetto che richiama migliaia di cagliaritani e sardi. Dalla Prima fermata sino al confine quartese non esistono porzioni di spiaggia libera vuote, in un giovedì che profuma quasi d’estate. Un “classico” della Sardegna, che però presto potrebbe essere stravolto dalle nuove regole anti Coronavirus decise dal Governo e che, il Comune, deve far rispettare. Distanziamento, questa la parola chiave. Il sindaco Paolo Truzzu spiega che “la spiaggia sarà gratuita e libera, se non ci prenderemo a ombrellate. Vi comunicheremo le percentuali di riempimento”. Soprattutto le ultime parole fanno capire che, nei fatti, non ci potrà essere il “liberi tutti” per tintarelle e tuffi. E, con l’ipotesi di 4400 ombrelloni su tutto l’arenile, gli spazi non saranno appunto infiniti. Ben pochi i cagliaritani che approvano il piano, ancora da mettere nero su bianco, per il Poetto a numero chiuso. Carlo Cocco, da bambino, poteva disporre di un casotto. Oggi, invece, spiaggia libera: “Per me è una classica baggianata, stanno sbagliando tutto e ci stanno mettendo in croce. Io non ho l’ombrellone, però adesso non so se si piangerà o si riderà. Quando mai un cagliaritano deve chiedere il permesso per entrare nel mondo che gli appartiene? A chi? Al sindaco o al presidente della Regione? Non esiste, basta il buon senso tra i bagnanti, così si va avanti”.

Contrario anche Gianluca Di Cesare, residente a Sestu: “Ci saranno dei problemi per queste restrizioni, frequento la spiaggia libera a partire dalla Prima fermata con mia moglie, ci portiamo l’ombrellone. Con i segnaposto a distanza non saranno più come prima, la gente sarà di meno. Potrei essere costretto a spostarmi distante, anche se abbiamo otto chilometri di spiaggia”, osserva, “le regole sono troppo stringenti, si potevano evitare sempre tendendo il metro di distanza”. Steward e vigilantes? “Per evitare gli assembramenti possono servire i bagnini, anche per controllare i bambini. Cerchiamo di prenderla, almeno per quest’anno, con ottimismo”. Chi è invece favorevole al Poetto “limitato” è Felice Desogus, cagliaritano nato a Seui: “Si starà lo stesso bene, penso che la gente capisca quello che abbiamo passato, due mesi rinchiusi. Bisogna rispettare le regole, a me piacciono, magari sono i giovani che pensano a giocare tra loro. Spiaggia ridotta, per me non è un problema, tanto io cammino sempre sulla spiaggia. Per una famiglia con bambini è diverso, i miei figli sono già grandi. Nessun fastidio per il Poetto contingentato. Arrivo e non trovo spazio? Tanto sono pensionato, mi faccio un chilometro e già lo trovo un posto”.


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