Cagliari, sfrattata l’associazione dei sofferenti mentali: staccati i telefoni e spento il riscaldamento

L’Ats sfratta l’Asarp dalla Cittadella della salute. “Sono stati spenti tutti i termosifoni delle nostre stanze con un disagio immaginabile. Eppure conoscono l’attività svolta a sostegno dei diritti delle persone che vivono la condizione della sofferenza mentale e delle loro famiglie. Si può quindi ben comprendere l’impossibilità di sospendere tale attività sociale senza alcuna alternativa, al momento, valida”

L’Asarp, l’associazione che si occupa dei sofferenti mentali, è stata sfrattata dalla Cittadella della salute. E in attesa dello sgombero sono stati staccati i telefoni ed è stato spento il riscaldamento. La decision e è dell’Ats che ha ricevuto dall’Asarp una lettera pubblicata su Facebook, “dopo aver atteso inutilmente una Sua risposta alla nostra del 14 dicembre u.s. (che si allega alla presente) con la quale chiedevamo la sospensione del provvedimento di “sfratto” dalla sede dell’ASARP che utilizziamo in comodato d’uso gratuito dal 2007, e senza alcuna risposta alle nostre comunicazioni di sollecito, esprimiamo grande preoccupazione e sconcerto.

Forse non si è compreso fino in fondo cosa può significare per la nostra Associazione l’allontanamento da questi spazi che costituiscono la sede legale e operativa della Associazione (come da contratto) senza alcuna alternativa che possa garantire la prosecuzione della complessa attività che l’ASARP svolge in questa sede e sul territorio della Sardegna. Ricordiamo che l’ultimatum che ci è stato dato dal Servizio Patrimonio dell’ATS Sardegna scade il 31 gennaio. In teoria, quindi, dovremmo trasferire attrezzatura, arredi, documenti, archivi e persone, per la strada

In questi giorni, incredibilmente, sono stati disattivati i telefoni interni (da noi comunque mai utilizzati in uscita perchè dotati di cellulari di servizio) che potevano essere utilizzati dall’esterno verso l’ASARP anche da parte degli altri servizi del Dipartimento. Non solo, sono stati spenti tutti i termosifoni delle nostre stanze con un disagio immaginabile.

Le persone e le Istituzioni che leggono per conoscenza, ben conoscono l’attività svolta dall’ASARP a sostegno dei diritti delle persone che vivono la condizione della sofferenza mentale e delle loro famiglie. Ma anche l’impegno dell’Associazione nel campo dei diritti umani in generale.

Si può quindi ben comprendere l’impossibilità di sospendere tale attività sociale senza alcuna alternativa, al momento, valida. Certamente a tutti noi farebbe piacere continuare a stare in questo luogo simbolo (che era uno dei cameroni del Padiglione Donne dell’ex Manicomio di Cagliari) che, più di altri, abbiamo contribuito a chiudere in Sardegna e in Italia.

Sollecitiamo quindi, ancora una volta, il Commissario Straordinario Dott. Massimo Temussi per una risposta alla nostra del 14 dicembre u.s.

A tutte le Organizzazioni e Istituzioni in indirizzo, chiediamo sostegno, solidarietà e impegno al fine di difendere questo nostro spazio e permettere la prosecuzione dell’attività dell’ASARP in serenità e sicurezza”.