Cagliari, setacciata l’auto del “pirata” che ha ucciso Clementina Spalma: “Due mesi per la verità”

La Hyundai, guidata dal meccanico cagliaritano, che ha travolto e ucciso la 48enne finisce sotto la lente del pm. L’avvocato del meccanico denunciato per omicidio: “In quel tratto di viale Marconi è vietato camminare, la presenza di una persona a piedi era imprevedibile”

Vanno avanti le indagini per chiarire esattamente tutti gli aspetti della morte di Clementina Spalma, la 48enne di Capoterra travolta e uccisa da un’auto in viale Marconi lo scorso ventotto gennaio. C’è già un denunciato per omicidio stradale e omissione di soccorso: è E.P., meccanico 52enne residente a Cagliari. È lui, al volante di una Hyundai intestata a una parente, ad aver colpito la quarantottenne verso l’1 di notte di diciassette giorni fa. Il pm Daniele Caria, nei giorni scorsi, ha sentito l’uomo e, ieri, ha deciso di far periziare l’auto, custodita dalla polizia Municipale in via Crespellani. Sarà compito dell’ingegnere incaricato Fabrizio Marongiu passare al setaccio tutta la vettura: si tratta, in particolare, di una perizia utile per avere una quanto più affidabile ricostruzione di quanto accaduto in quel tratto “maledetto” di viale Marconi. Non sarebbe ancora stata fissata una data certa, invece, dei risultati dell’autopsia sul corpo della vittima. Una delle figlie della Spalma, la diciottenne Aurora Mascia, dopo aver saputo che era stato rintracciato il “pirata” della strada, aveva detto in modo sin troppo chiaro che non l’avrebbe mai perdonato per non essersi fermato a soccorrere la madre. Il 52enne, quasi in contemporanea con le dichiarazioni della giovane, aveva confidato di essersi pentito di non averla soccorsa.

 

La notizia della perizia sull’auto di E.P. viene valutata in maniera positiva dalla sua avvocatessa, Valentina Marielli: “Il mio assistito non si ricorda esattamente a quale velocità stesse andando. La strada, comunque, a quell’ora era libera e non era certo prevedibile trovare pedoni, visto che in quel tratto non ci sono attraversamenti pedonali ed è pure vietato camminare a piedi stando ai bordi del viale”, osserva. “Ci sono sessanta giorni di tempo per conoscere tutti i dettagli delle verifiche svolte, il mio assistito attende di conoscere gli esiti, utili anche a comprendere l’esatta dinamica dell’incidente stradale e se la Spalma sia morta o meno sul colpo”.


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