Cagliari, pestati da 40 ragazzini a Villanova: “Dove sono i genitori?”

Due coppie di giovani aggrediti e presi anche a cinghiate dopo un rimprovero in piazza Garibaldi, il sindaco Paolo Truzzu: “Il divertimento non è certo pestare le persone, c’è una povertà educativa da parte di alcune famiglie, non sanno ‘accompagnare’ i figli durante l’adolescenza”. Cosa ne pensate?

Malamovida? Forse peggio. C’è l’aggravante della violenza nel pestaggio subìto, giovedì sera, da due coppie di giovani nelle viuzze di Villanova, a Cagliari. I giovani hanno rimproverato dei ragazzini che, in piazza Garibaldi “perchè stavano lanciando bottiglie e liquidi che ci stavano arrivando addosso”, così ha raccontato una delle vittime, A.P. Poi, la situazione è degenerata, con l’inseguimento “in via Tempio,erano in quaranta. Tutti ragazzini incattiviti e cinte alla mano, hanno cercato di massacrarci di colpi. Io sono stata travolta e sono caduta a terra”. Le vittime stanno per andare in questura a denunciare tutto, prima devono farsi dare tutti i referti medici. Un fatto che viene duramente condannato dal sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. Che, prima di tutto, ricorda che “da giugno abbiamo aperto un tavolo con prefettura, polizia Municipale, Guardia di finanza, polizia e carabinieri per intensificare i controlli sin dal giovedì sera, per garantire la sicurezza di chi frequenta il centro. Il problema è che c’è tanta gente in giro in tante aree: le scalette della Mem, quelle di Sant’Anna e Santa Restituta, piazza Garibaldi, Terrapieno, Bastione, piazza sant’Eulalia, piazza santo Sepolcro, e sicuramente me ne sto scordando qualcuna”.

Ma è impossibile fare controlli ovunque, Truzzu lo ammette quando spiega che “non si possono fare presìdi fissi ovunque. Mi chiedo, dove sono i genitori di tutti quei ragazzini che disturbano la quiete nei weekend sino alle quattro o alle cinque del mattino? Credo che ci sia una situazione di povertà educativa”, sostiene il sindaco, “una incapacità di accompagnamento all’adolescenza i figli, da sempre un momento difficile ma non è possibile pensare che un giovane possa maturare senza controlli e verifiche. Bisogna sapere dove si trova e cosa sta facendo, questo è il ruolo di ogni genitore. Faccio un appello alle famiglie di Cagliari ma anche a quelle dell’hinterland, visto che molti giovanissimi arrivano da lì: controllate di più i figli. Anche io, da giovane, mi sono divertito, ma il divertimento non è certo quello di pestare le persone. Non possiamo vincere queste situazioni solo con il controllo, probabilmente oggi c’è un disagio complessivo”.


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