Cagliari, niente soldi nella finanziaria regionale: a rischio il progetto dello stadio

Truzzu sabato aveva lanciato un appello a Solinas: “Servono 50 milioni”. Nessuna risposta e nella manovra non c’è un euro per la nuova casa dei rossoblù. L’ultima speranza è quella del collegato alla finanziaria atteso entro febbraio. Ma c’è il rischio che sfumi la candidatura agli Europei del 2032. Intanto il progetto del Cagliari resta così in freezer. La voce in città: al posto dello stadio un ospedale con un nuovo quartiere di villette extralusso.

Truzzu lancia l’appello alla Regione: “Servono 50 milioni di euro per lo stadio”. Ma Solinas non risponde al sindaco. Non solo. In questo momento nella finanziaria regionale soldi per la nuova casa dei rossoblù non ce ne sono. E così tutto il progetto rischia di saltare.
Tensione in città tra Regione e Comune di Cagliari. Il primo cittadino cagliaritano sabato scorso ha lanciato un messaggio pubblico. “L’opportunità è adesso, in finanziaria, e non va persa. Entro i primi di febbraio dobbiamo siglare la convenzione con Figc e Uefa”, ha scritto Truzzu, “altrimenti Cagliari e la Sardegna saranno fuori dagli Europei. Faccio quindi un appello a tutte le Istituzioni, al Presidente, alla Giunta e a tutti i consiglieri regionali. Servono 50 milioni. La cifra è importante, lo so, ma è un investimento di un privato di quasi 200 milioni, capace di favorire ulteriori investimenti e far crescere tutta l’Isola. Non facciamoci sconfiggere dalla paura. Non lasciamoci sfuggire quest’opportunità. Cogliamola invece insieme”.
Solinas non ha risposto. E nella finanziaria regionale per il nuovo stadio non c’è un euro. C’è tempo fino alle 20 di oggi. Resta la possibilità di ottenere qualcosa nel collegato alla finanziaria che potrebbe avere il via libera definitivo entro la fine di febbraio. Dopodiché per stanziare i fondi servirebbe una variazione al bilancio regionale. Ma il tempo stringe perché il rischio è quello di perdere il treno per la candidatura della città come sede di alcune gare degli Europei di calcio che si disputeranno nel 2032 (mancano 2 settimane per l’accordo con la Federazione). E di far saltare il progetto del nuovo stadio.
L’impegno della Regione ,che deve mettere nero su bianco quanto fino a oggi rimasto solo nelle dichiarazioni e cioè il contributo economico da versare, è indispensabile per dare gambe all’operazione. Soprattutto dopo la rinuncia del Cagliari al centro commerciale.

Il Cagliari e il Comune sono in attesa di un gesto concreto. Anche perché una voce scuote il mondo politico, economico e sanitario cagliaritano. Un’idea, stando ai bene informati, nata a villa Devoto: quella di realizzare un nuovo ospedale a Cagliari, ma non più nel quartiere fieristico di viale Diaz, bensì nella zona dello stadio. Un nosocomio nuovo di zecca (che dovrebbe accorpare diversi reparti del Binaghi, del Santissima Trinità e dell’ospedale Marino, desinati a diventare strutture sanitarie di comunità), accanto al quale dovrebbe sorgere un nuovo rione con residenze extralusso. Ville ghiotte soprattutto per i medici che andranno a lavorare nel nuovo ospedale di Sant’Elia.


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