Cagliari, l’sos dei negozianti storici del Corso: “Riaprite la strada alle auto”

I locali notturni fanno buoni affari, ma è di giorno che da via Sassari all’arco di Palabanda i negozianti “storici” registrano incassi “sempre più miseri. La strada pedonale è stata abbandonata da molti cagliaritani, speriamo che il prossimo sindaco faccia ripassare macchine e un piccolo pullman”. E voi cosa ne pensate?

I gestori di pub, ristoranti e locali “sorridono” di sera e di notte, mentre i loro colleghi di mini market, laboratori orafi e negozi di giocattoli hanno finito le lacrime di giorno. Nel Corso Vittorio pedonale i commercianti “storici” si scagliano contro la pedonalizzazione della strada: da via Sassari all’arco di Palabanda in tanti provano a resistere da circa tre anni – cioè da quando, più o meno, sono iniziati i lavori di riqualificazione culminati con il divieto totale di passaggio per le automobili. Se il primo tratto – quello da piazza Yenne al mega palazzo dell’Ersu – è ormai pienamente votato al “food”, nei metri successivi che terminano all’incrocio con via Caprera ci sono ancora botteghe e attività commerciali che hanno aperto decenni fa. E i titolari, a un respiro dall’estate 2019, ritornano all’attacco: “La strada totalmente pedonale non va bene, è stata dimenticata dai cagliaritani. Non passa più nemmeno il pullman, speriamo che il prossimo sindaco di Cagliari ci ascolti e studi qualche soluzione”. Per esempio? “Riaprire il Corso Vittorio alle automobili, o tutto il giorno o in determinati orari, quando le nostre attività commerciali sono aperte”.
Tra i più favorevoli al ritorno di ruote e marmitte nel Corso Vittorio c’è Roberto Magrin, 56 anni, dal 1989 alla guida di un mini market: “La situazione è grigia, mi sono anche beccato delle multe perché ho lasciato l’auto parcheggiata nelle aree di carico-scarico. Così la strada è abbandonata, è bello che non ci sia il rumore del traffico ma è brutto che non ci passi quasi più nessuno. Sono pienamente d’accordo alla riapertura della via alle automobili”. Elisabetta Bolla, da decenni, gestisce un negozio di giocattoli: “Il Corso senza auto mette tristezza, i turisti che arrivano sin qui non sono quelli che ci interessano e la strada è molto sporca. I miei affari sono calati del trenta per cento, il prossimo sindaco potrebbe riaprire la via alle automobili anche solo in determinati orari, in modo da accontentare anche noi commercianti diurni”. Favorevole a metà su un’ipotetica riapertura del Corso Vittorio alle auto Benny Pettinau, orafa 60enne: “Mi piace la pedonalizzazione ma mancano gli arredi e dovrebbe passare almeno un piccolo pullman. La notte si riempie di gente perché ci sono i locali, ma questo a me non aiuta un granchè. Nel Corso Vittorio e nel rione (di Stampace, ndr) vivono molti anziani, un mezzo di trasporto pubblico che attraversi tutta la strada è necessario”.