Cagliari, la “speranza” del lavoro ritorna alla Fiera: “Seimila posti in palio da 300 aziende”

Tre giorni di eventi e diecimila colloqui, ritorna il “job day” ma la Regione lo trasforma in un “meeting” internazionale. Christian Solinas: “Ospiteremo esperti da molti paesi europei, il mondo è cambiato e non ci sono più solo le professioni standard”. Tutti i dettagli

Tre giorni, dal 28 al 30 gennaio, per cercare di conquistare la fiducia di trecento imprese, quasi tutte sarde. Alla Fiera di Cagliari ritornano i “job day” ma, per il 2020, cambiano pelle e si trasformano in un maxi meeting. Sono cinquantamila i giovani che hanno presentato le proprie candidature e, dopo una scrematura iniziale, ne sono rimasti 34mila. Poco più di seimila i posti di lavoro in palio e oltre diecimila i colloqui in programma, sparpagliati tra tutti i padiglioni. La Regione decide di dedicare l’International job meeting alla “creatività e innovazione”, portando anche esperti del mondo del lavoro da Belgio, Spagna, Svezia e Germania. Moda, cinema, economia, architettura e artigianato: sono questi i nuovi settori nei quali poter cercare un’occupazione. Spazio anche a un mega salone dello studente, per orientare le migliaia di giovanissimi sardi ancora indecisi sul percorso universitario da seguire. La percentuale maggiore dei possibili contratti riguarda il settore della ristorazione e del turismo. “Ci sono molte professionalità emergenti, nel 2020 il mondo del lavoro non può più essere schematizzato con dei ruoli standard quali avvocato o ingegnere”, osserva il presidente della Regione Christian Solinas. “La Sardegna non può più pensare di non osservare come è strutturato il lavoro nel resto del mondo”. E, se la parola chiave è “modernità”, Solinas annuncia  comunque un progetto molto ambizioso: “Abbiamo già messo dei fondi da destinare al recupero dei beni culturali nuragici”. 
L’assessora regionale della Programmazione Alessandra Zedda aggiunge che “in Sardegna ci sono 86mila disoccupati, la maggior parte sono giovani. Con l’International job meeting promuoveremo anche il made in Italy e le professioni storiche. C’è infatti carenza di gruisti, caldaisti e, in generale, il settore manifatturiero”.

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