Cagliari, il green pass “ammazza” anche i cenoni di Capodanno negli hotel: “Troppa confusione e poche richieste, impossibile lavorare”

I menù da 70, 80 o cento euro e il relativo veglione? Da scordare per quasi tutti gli albergatori cagliaritani, il caos della certificazione verde manda ko il cenone di San Silvestro: “Tanti cuochi e camerieri non lavoreranno. Il Governo non ci ha ancora fatto sapere che tipo di green pass dobbiamo chiedere agli ospiti: non si può lavorare nell’incertezza”. Qualcuno rischierà lo stesso? “Solo se avrà un buon numero di prenotazioni”

Altro che “salvare il Natale” e, in generale, la fine dell’anno. Con la confusione creata dal green pass, anche molti albergatori di Cagliari e provincia alzano bandiera bianca e rinunciano, almeno sinora, a comporre il menù di San Silvestro. La combinazione cena più veglione? Cancellata, tra poche prenotazioni e incertezza sui controlli da svolgere, il rischio di perdere altri soldi è troppo elevato. E così, tra venti giorni, sarà raro trovare offerte a 70, 80, cento euro a persona, magari con il pacchetto cena e pernottamento. E un’altra categoria di lavoratori si prepara, purtroppo, a passare delle festività agrodolci, per il secondo anno consecutivo. Fausto Mura, titolare di vari alberghi e presidente di Federalberghi Sud Sardegna, scrolla la testa: “Saranno pochi i colleghi che organizzeranno qualcosa per il 31 dicembre, lo faranno solo se avranno un buon numero di prenotazioni”. Prenotazioni che latitano, soprattutto da parte degli stranieri: “Se mezzo mondo non sa nemmeno cosa è il green pass, dall’Australia alla Cina, più tanti altri paesi europei, come fanno a venire qui?”, osserva Mura. “Inoltre, stiamo aspettando ancora delucidazioni dal Governo sul green pass. Agli ospiti interni chiediamo solo quello base, a quelli esterni quello rafforzato?”. Impossibile, sinora, saperlo. E quella parola, “ancora”, suona come una beffa, una nota stonatissima per una categoria lavorativa che non può certamente organizzarsi all’ultimo.
Così, le cucine di tanti hotel sardi, il 31 dicembre, non saranno invase da pentoloni e decine di piatti, salvo novità ormai dell’ultimo minuto. E in tanti non lavoreranno: “Un dramma che colpisce tutto il Paese”, afferma Mura. Tra cuochi, camerieri e personale vario, molti non potranno farsi la classica “giornata”. Che, a Capodanno, è pagata anche profumatamente, visto che si tratta di un giorno speciale. Ma, tra Covid che picchia ancora forte e poche prenotazioni, Mura precisa: “Non ho la sfera di cristallo, non posso sapere come andrà tra qualche giorno”. Ma a tre settimane scarse dall’inizio del 2022, le previsioni tendono al grigio. Anzi, al nero.


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