Cagliari, i residenti di Stampace in coro: “Troppa movida nel Corso e spazzatura a tutte le ore”

Nel rione storico cagliaritano diventato, in parte, uno dei “cuori” del divertimento notturno, un gruppo di abitanti fonda un comitato: “Pochi parcheggi, la strada pedonale ha favorito solo i titolari dei locali. Sui rifiuti c’è chi paga una Tari da 600 euro l’anno e deve pure scucire soldi per le società che movimentano i mastelli”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

I residenti di Stampace fondano un comitato nuovo, con una novità: per essere soci bisogna obbligatoriamente abitare nel rione storico cagliaritano. Il nome è semplice, “Quartiere Cagliari Stampace”, e gli obbiettivi sono ambiziosi: già nei prossimi mesi, la volontà è quella di creare un filo diretto con l’amministrazione comunale per risolvere tutta una serie di criticità presenti nel quartiere. Tra quelle più evidenti – e “rumorose” – c’è la movida notturna. Il Corso pedonale pullula di locali e ristoranti e le auto sono un lontano ricordo: “La movida porta investimenti e lavoro, ma dev’essere garantito il rispetto per la vita e il riposo di noi residenti”, spiega uno dei fondatori del comitato, il 36enne Marco Rossi, lavoratore nelle Forze dell’ordine e abitante proprio nel Corso. “Vogliamo collaborare con tutte le associazioni, quelle dei commercianti e quelle culturali, e trovare le soluzioni anche insieme al Comune”. Tra i più battaglieri componenti del direttivo c’è Cesare Zanda, banchiere in pensione di 75 anni: “Il Corso senza le auto è migliorato per i ristoratori, ma è peggiorato per la movida che disturba le tante persone che vivono vicino ai bar e ristoranti. Un altro problema è la viabilità. La Ztl va modificata e vanno aumentati i parcheggi, oltre ad aprire quello di via Caprera”.

 

Movida “fracassona”, quindi, ma non solo. Sandra Pilia, casalinga 53enne, vive in via Tigellio: “Anche lì i ristoranti e le pizzerie lavorano alla grande e c’è baccano sino a tarda notte. Il sistema di raccolta dei rifiuti non va bene, pago una Tari annuale di seicento euro e, in più, devo versare ottanta euro alla società privata che movimenta i mastelli. Faccio un appello al sindaco Truzzu: non è possibile detrarre questo costo aggiuntivo dalla bolletta della spazzatura?”.