Cagliari, hascisc venduto dietro le pensiline dei bus: sgominata banda di pusher stranieri in via Roma

Gambiani e senegalesi nei guai, scattano gli arresti. Per mesi hanno venduto decine di dosi di hascisc al giorno utilizzando come base le panchine delle pensiline dei bus: “Quasi tutti si sono visti rigettare la richiesta di asilo politico”. GUARDATE il VIDEO

Spaccio di droga nella centralissima via Roma a Cagliari, fioccano gli arresti. Tre gambiani sono finiti a Uta, un senegalese agli arresti domiciliari e altri cinque, tra gambiani e senegalesi, è scattato l’obbligo di presentazione davanti alla polizia giudiziaria. Gli arrestati sono Samba Bobb, gambiano di ventisette anni: Badara Camara, nato in Gambia trent’anni fa; Muhammed Fkijera, gambiano di ventinove anni. Ai domiciliari presso una cooperativa, invece, è finito Fansou Fofanna, trentaseienne senegalese. Altri sei stranieri hanno ricevuto l’obbligo di firma. La brillante operazione, frutto di mesi di indagini e appostamenti, è stata portata a termine dalla squadra mobile di Cagliari, agli ordini del dirigente Roberto Pititto. Tantissime le segnalazioni ricevute sia dai commercianti di via Roma sia da alcuni crocieristi che, appena scesi dalle navi, sono stati avvicinati dagli spacciatori, che erano riusciti “a monopolizzare le panchine delle pensiline dei bus di via Roma”, spiega Pititto. Le indagini sono iniziate a fine settembre e sono andate avanti sino a novembre: i poliziotti hanno potuto notare decine di cessioni di hascisc al giorno. La droga veniva venduta anche a minorenni, e la tecnica utilizzata dal gruppo di spacciatori era molto “minuziosa” e suddivisa in ruoli: chi riceveva la richiesta di vendita di droga faceva un cenno ad un altro “collega” che piazzava le dosi vicino a delle aiuole. Il cliente di turno, dopo aver pagato, andava a prendere l’hascisc. Un sistema ben rodato, stando ai riscontri degli agenti: “Quasi tutti erano senza fissa dimora e richiedenti asilo, ma la loro domanda era stata bocciata: adesso le loro posizioni verranno valutate dall’ufficio per l’immigrazione”.

 

L’operazione della squadra mobile è stata realizzata d’intesa con la procura della Repubblica di Cagliari. Oltre alle costanti attività di osservazione, si sono rivelati importanti anche gli “sos” lanciati da chi ha un negozio a pochi metri di distanza da quella zona dello spaccio “ripulita” dalla polizia, ma che continuerà ad essere costantemente controllata: “L’attenzione rimane alta, come in via Roma così anche nel resto di Cagliari”, assicura Pititto. Le indagini, intanto, non si fermano: bisogna scoprire chi siano i fornitori della droga.


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