Cagliari durante i bombardamenti del 1943, il bellissimo spettacolo di Pierpaolo Piludu del Cada Die

In questa rappresentazione il regista ridicolizza e ironizza sulla figura grottesca di Giovanni Battista Puddu, un individuo sguaiato e ignorante, nel quale si vuol mettere in ridicolo e satireggiare il cittadino medio dell’epoca fascista, che ripete a memoria gli slogan del regime, anche senza comprendere pienamente il senso. La recensione di Paolo Piu

di Paolo Piu

Ancora una volta  Pierpaolo Piludu,  attore-autore-regista del Cada Die Teatro, ha offerto una magnifica prova della sua bravura e sensibilità, descrivendo un argomento a lui caro, i fatti che caratterizzarono la città di Cagliari nel corso della seconda guerra mondiale, in particolare durante i bombardamenti del 1943.

Il 29 febbraio ha presentato nell’Aula magna dell’Istituto “Pertini” il suo spettacolo “Famiglia Puddu”, un soggetto originale da lui scritto, diretto e interpretato, ambientato nel capoluogo sardo durante la guerra.

In questa rappresentazione il regista ridicolizza e ironizza sulla figura grottesca di Giovanni Battista Puddu, un individuo sguaiato e ignorante, nel quale si vuol mettere in ridicolo e satireggiare il cittadino medio dell’epoca fascista, che ripete a memoria gli slogan del regime, anche senza comprendere pienamente il senso. Assolutamente convinto delle sue opinioni, tanto da far battezzare il figlio col nome del duce per meglio sottolineare la sua cieca fedeltà e appartenenza al regime, è a questo punto che l’uomo deve affrontare una situazione inattesa: il bambino si rivelerà affetto da un ritardo mentale. L’unico pensiero del padre è quello di nasconderlo agli occhi della società, tenendolo segregato in casa, seguendo pedissequamente il pensiero politico del regime di non accettazione del “diverso” e di non riconoscerne i diritti umani, fino  alla tragedia finale che concluderà la vicenda. La raffigurazione del bambino vuole essere un omaggio a tutti i cagliaritani morti sotto i bombardamenti del ’43, quali vittime innocenti e dimenticate, che hanno pagato un alto tributo di sangue al secondo conflitto mondiale.

Oltre a voler preservare e tramandare la memoria storica dei fatti drammatici che riguardarono la città di Cagliari nel corso dell’ultimo evento bellico,  un motivo non secondario della messa in scena dello spettacolo è stato anche il fatto che Piludu si è reso conto come sino a pochi decenni fa i giovani non sapessero nulla o quasi di questi fatti. Ciò lo spinse a  realizzare la maggior parte dei suoi spettacoli teatrali ambientati in quel periodo storico, per far conoscere alle nuove generazioni questo aspetto di un’epoca che culminò con la seconda guerra mondiale e tutte le sue tragiche conseguenze, prima che ne andasse perduta la memoria. A questo fine, in apertura della rappresentazione, il regista ha mandato in onda un filmato di circa 20 minuti in cui ha raccolto le testimonianza delle persone sopravvissute ai bombardamenti della città, in cui raccontano la loro toccante esperienza. Un documento prezioso per conoscere quegli aspetti della guerra non contemplati nei libri di storia, ma che sono di enorme importanza per conoscere e comprendere ciò che accadde in quei terribili anni e affinché non vengano mai scordati in futuro.


In questo articolo: