Cagliari, disastro compiuto alla Città Mercato: Conad chiude e licenzia tutti i dipendenti

Settantaquattro famiglie senza più la certezza dello stipendio, si consuma la tragedia della riqualificazione milionaria mai partita. Spedita la lettera ufficiale: “Chiusura inevitabile. Solo 750 clienti e 24mila euro incassati ogni giorno: le perdite toccano i 200mila mensili”. I lavoratori disperati presto incontreranno l’assessora regionale Desirè Manca insieme ai sindacati


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Terremoto definitivo nella Città Mercato pirrese, Conad conferma la chiusura e, soprattutto, ufficializza il licenziamento di 74 lavoratori, cioè tutti quelli assunti nel supermercato riaperto appena un anno fa. La ristrutturazione milionaria mai partita ha portato tutto il centro commerciale a restare una vera e propria cattedrale nel deserto: tutti i negozi chiusi, solo la rivendita di Conad aperta. La comunicazione ufficiale è stata spedita dalla Marconi Supermercati srl a Cgil, Cisl, Uil, all’Aspal, all’Ispettorato del lavoro di Cagliari e all’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca. Analisi e numeri sono catastrofici: “La prospettiva era di rilanciare l’attività dello Spazio Conad inserito all’interno di un centro commerciale che, sebbene in progressivo declino strutturale e privo di attività commerciali attrattive per la clientela, risultava essere al
centro di un progetto di riqualificazione con previsione di rilevanti interventi di restyling e l’individuazione di attività produttive che potessero dare vita al centro ed attrarre consumatori”. Niente di ciò, però, è mai capitato. Quello che, sino a cinque anni fa circa, sarebbe dovuto diventare il più grosso centro commerciale sardo è, invece, più silenzioso di un cimitero: “Tale progetto é ad oggi completamente disatteso e la Scrivente si é vista costretta ad esercitare la propria attivitò commerciale all’interno di una galleria abbandonata con evidenti ripercussioni in termini di presenze di clientela e adeguati incassi”. Parole chiarissime, sono mancati i clienti. Almeno, quelli sufficienti a tenere in piedi almeno la “baracca” di Conad.

 

Le ragioni sottese all’andamento negativo del suddetto punto vendita che hanno determinato una situazione non pitt sostenibile sono da ricondursi alla mancata attuazione del progetto di riqualificazione
del centro commerciale. È di tutta evidenza che lo stato di degrado della galleria, ormai abbandonata a se stessa e priva di esercizi commerciali all’interno, ha fortemente disincentivato i clienti a recarsi presso il punto vendita, minando negativamente i fatturati e pregiudicandone l’andamento economico”. Ed ecco i numeri choc: “Il punto vendita registra una media di clienti giornaliera pari a circa 750 persone
mentre in strutture di pari metratura e format le presenze medie dovrebbero attestarsi intorno ai 2500 clienti, il fatturato medio giornaliero risulta pari a circa 24mila euro a fronte di incassi auspicati di sessantamila per raggiungere parametri di sostenibilità economica. Questi fattori determinano un’incidenza del costo del personale pari al 26,32%, generando perdite pari a oltre 200mila euro mensili non più sostenibili”. Tutti a casa, quindi, con la promessa di ricollocamenti e altri salvagenti lavorativi tutti, però, da confermare. Il supermercato chiuderà in tempi rapidi, quasi sicuramente entro settembre. E domani, giovedì 12 luglio 2024, i lavoratori saranno sotto le finestre degli uffici dell’assessora regionale Desirè Manca, in attesa di conoscere l’esito dell’incontro tra lei e i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil.


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