“Cagliari, con la giunta Zedda commercio e turismo allo sfascio: ci hanno tolto il gazebo, il centro è un dormitorio”

“Bisognerebbe aprire un’attività fuori Cagliari per ottenere le concessioni e far vedere come si lavora al nostro primo cittadino. Forse non sa neanche cosa vuol dire Cagliari città turistica”. Questo è il duro sfogo di Manuela Ravastini, commerciante da quasi trent’anni: “Alghero è viva d’estate e anche d’inverno, tutti i locali hanno le concessioni esterne, i negozi sono sempre aperti. E poi che dire: qualcuno si vuole anche candidare alle regionali?”

“Bisognerebbe aprire un’attività fuori Cagliari per ottenere le concessioni e far vedere come si lavora al nostro primo cittadino. Forse non sa neanche cosa vuol dire Cagliari città turistica”. Questo è il duro sfogo di Manuela Ravastini, commerciante da quasi trent’anni che attualmente segue l’attività di famiglia a Cagliari “Manow caffetteria Bistrot” in via dei Visconti, vicino a Piazza San Giovanni. “Ormai siamo arrivati a un punto di sfascio perché in una città come Cagliari non permettono di andare avanti. E meno male che dicono che è una città turistica”. Tra concessioni date e poi tolte, rifiuti sparsi un po’ ovunque per le vie della città, piazze realizzate per essere poco frequentate dai cittadini il capoluogo sardo non si presenta proprio come una città turistica soprattutto se paragonata ad altri centri. È bastato infatti un semplice weekend a Manuela Ravastini, trascorso ad Alghero, per capire, notare le differenze e convincersi sempre più di ciò che proprio non va a Cagliari.

“Faccio la commerciante da quasi 30 anni però ormai siamo arrivati a un punto di sfascio perché in una città come Cagliari non permettono di andare avanti. E meno male che dicono che è una città turistica ma io non la vedo così perché ti rendi conto che spostandoti da Cagliari in altre città, le cose sono completamente diverse! Ci sarebbero tante idee per lavorare e portare la città a non essere un dormitorio a parte i locali che sono situati in centro o al Poetto; hanno tolto le concessioni a Cagliari per i gazebo, tra i quali anche il nostro, che quando abbiamo aperto ci è stata data ma dopo otto anni di soldi buttati la giunta di Zedda ha deciso di toglierla. Hanno realizzato delle piazze in zona Fonsarda che, dopo tutti i soldi spesi per la loro realizzazione, non ho visto in questi anni sfruttarle per fare qualcosa, se non come ritrovo di extracomunitari e altro. Vogliamo parlare poi della raccolta differenziata nel nostro rione? C’è un accumulo di immondezza e tante altre cose che non sto ad elencare ed è sempre peggio! Ora io dico: perché in una città come Alghero, che lavora maggiormente con il turismo e quindi molto d’estate, tutti questi problemi non ci sono? Anzi: se si trascorrere un weekend, com’è successo a noi in questo periodo, organizzazione e concessioni non sono assolutamente paragonabili con quelle di Cagliari. Alghero è viva d’estate e anche d’inverno, tutti i locali hanno le concessioni esterne, i negozi sono sempre aperti; il parco divertimento Matherland è stato trasferito ad Alghero perché a Cagliari non hanno dato le autorizzazioni mentre ad Alghero sono arrivate subito. E poi che dire: qualcuno si vuole anche candidare alle regionali? È il commercio quello che fa vivere la città e girare l’economia”.


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