Cagliari, chiude la bakery dopo 8 anni: “Indebitata e strozzata, colpa di lockdown e restrizioni”

I locali food reggono la crisi? Non sempre. Elisabetta Macis, a 38 anni, ha dovuto dire addio al suo sogno: “Fallire in pieno centro è assurdo, ho investito tutto sul locale e ora sto svendendo banchi e attrezzature”. E gli aiuti promessi dall’allora premier Conte per i ristoratori? “Non sono bastati per salvarmi”


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Torte, muffin e dolci artigianali, accompagnati da un caffè o da una spremuta, in una città votata al food come Cagliari, non sono bastati a salvare la bakery di Elisabetta Macis. È l’ennesimo locale che chiude, tra l’altro dopo otto anni, in una zona comunque centrale della città: via Piemonte, a pochi passi da via Bacaredda e dal polo universitario di via Trentino, con alle spalle il liceo Pacinotti. Non estrema periferia, insomma. Eppure, da pochi giorni le serrande sono abbassate. E una 38enne, laureata in Economia e con un figlio piccolo, ora è alle prese con la più importante delle decisioni: capire cosa fare nel proprio futuro. L’onda delle bollette choc non l’ha travolta. No, “ci avevano già pensato lockdown e restrizioni. Figurarsi, con l’asporto non ho avuto più il giro di clienti di prima e ho accumulato debiti. Sì, sono una vittima del Covid”. Vittima economica, beninteso. Con le promesse di aiuti economici da parte dell’allora premier Giuseppe Conte che, carte alla mano, sono rimaste tali, o poco più: “I soldi non sono bastati, se ti indebiti sino al collo c’è qualcosa che non va. L’attività, dopo la fine dell’emergenza pandemica, si stava anche riprendendo, ma i due anni precedenti sono stati fatali”.
È triste, Elisabetta Macis, e non lo nasconde: “Avevo investito tutto in quel locale, realizzandolo da zero”. Prima, infatti, c’era un minimarket, quindi il restyling è stato totale: “Ora sto svendendo l’attrezzatura a 30mila euro, pure trattabili. Ma ne ho spesi quattro volte di più per poter fare un lavoro che mi è sempre piaciuto”. Ma che è stato cancellato dal virus. E ora il pensiero è solo uno, cosa fare da domani: “Continuerò a studiare, perfezionarmi e dare concorsi”.


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