Cagliari, caos al Brotzu: “Poco personale ma la priorità sono i soldi per le posizioni organizzative”

La denuncia del sindacato Usb: “Il personale va avanti tra mille difficoltà ma le priorità sembrano essere altre. È irrazionale dare oltre mezzo milione di euro proprio mentre la Regione sta riorganizzando tutta la sanità”

Ci sarà una sedia vuota, stamattina, all’incontro, previsto al Brotzu, con il commissario straordinario, per “il conferimento degli incarichi per il personale”. Il sindacato USB, attraverso il suo rappresentante Gianfranco Angioni, diserterà il tavolo perché “è anomalo aprire una sessione negoziale che potrebbe impegnare per l’anno 2020 oltre mezzo milione di euro solo per poter attribuire gli incarichi di funzione”. E nel mirino sembrano finire i possibili fondi, da destinare agli operatori di ogni ordine e grado, che lavorano nel più grande ospedale della Sardegna: “È irrazionale e sicuramente fuori luogo attribuirli in questo contesto, considerata la discussione regionale sulla riorganizzazione sanitaria che vede coinvolta anche l’azienda ospedaliera Brotzu . Il Ccdi (che l’Amministrazione deve ancora predisporre) deve comprendere tutti gli istituti contrattuali per cui sono predisposti i fondi deputati; Condizioni di lavoro, pronte disponibilità, aumento economico sul turno notturno, fasce e produttività”.
“Spiace inoltre verificare che nonostante l’Azienda Ospedaliera Brotzu sia in una situazione drammatica sia sull’ambito organizzativo che su quello inerente la grave carenza del personale di tutte le figure professionali, a cui va sicuramente un plauso, considerato che gli stessi nonostante tutto con abnegazione e spirito di responsabilità cercano con mille difficoltà ad andare avanti. Certamente amareggia che oggi le priorità siano altre”. Angioni sottolinea anche che “non presenzieremo all’incontro dalla convocato dal commissario straordinario fin quando non si creeranno tutti quei presupposti che possono trovare risoluzione immediata alla drammaticità organizzativa e strutturale, che vede coinvolte tutte le unità operative dei 3 presidi ospedalieri. Abbiamo richiesto un incontro urgente sulla predisposizione delle pronte disponibilità in particolar modo attribuite negli ambiti chirurgici interventistici, purtroppo a tutt’oggi questa richiesta è rimasta disattesa. Sicuramente decidiamo di rimanere dalla parte delle persone che si affidano alle cure del più grande nosocomio regionale e delle lavoratrici e dei lavoratori”. 

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